Auto elettriche, come dare nuova vita alle batterie

9 Luglio 2018, di Alberto Battaglia

Le auto elettriche facilitano la transizione verso un’economia a ridotte emissioni nell’atmosfera. Ma, dall’altra parte del ciclo vitale, esiste un altro rischio: la dispersione delle batterie nell’ambiente. E si inizia già riflettere sulle strategie necessarie per contrastarlo.

 

La migliore soluzione? Garantire loro una seconda vita, votata ad altri utilizzi meno intensivi. Secondo quanto scrive Bloomberg, una batteria non più adeguata a muovere un’automobile può comunque disporre di una capacità di carica pari al 50-70% di quella originaria. Se è vero che entro il 2040 un terzo delle auto saranno elettriche, con 559 milioni di unità circolanti, il problema del ciclo vitale delle batterie non potrà che finire in cima all’agenda. Secondo le stime, il business del recupero delle batterie varrà 550 miliardi di dollari nel giro di 30 anni.
Le esperienze di recupero già fatte a Goteborg (Svezia) e a Londra, mostrano come le batterie al litio estratte dalle automobili possano essere riutilizzate per immagazzinare energia, come quella dei pannelli fotovoltaici installati sulle abitazioni. In Giappone, invece, una catena di ristorazione nazionale ha recuperato batterie precedentemente installate sulle quattro ruote per alimentare elettrodomestici e girarrosti. Naturalmente, terminata la seconda (o la terza) vita, le batterie potranno essere lavorate per estrarre materia prima per nuove batterie e minimizzare i rifiuti potenzialmente inquinanti. Non va dimenticato, infatti, che le batterie disperse nell’ambiente rilasciano metalli pesanti assai dannosi per il suolo e in grado di contaminare le acque.