Economia

Auto diesel Euro 5, si avvicina lo stop: quando e dove scatteranno i divieti

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A partire dal primo ottobre 2025, i veicoli diesel classe Euro5 non potranno più circolare liberamente nei comuni con oltre 30mila abitanti di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Il divieto è previsto almeno nei giorni feriali dalle 8:30 alle 18:30, e fino ad aprile 2026. Non andrà meglio nell’autunno del 2026 quando le restrizioni scatteranno a settembre. Si tratta di un intervento previsto dal Piano Aria del bacino padano, con l’obiettivo di ridurre le concentrazioni di polveri sottili e ossidi di azoto in risposta alle infrazioni UE per inquinamento atmosferico.

Una misura necessaria per Bruxelles, ma che rischia di paralizzare la mobilità in mezza Italia settentrionale e di colpire oltre 1 milione di veicoli solo tra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. E che ha già riacceso lo scontro politico.

Le auto diesel in circolazione

Secondo i dati Aci analizzati dal Centro Studi di AutoScout24, nelle regioni coinvolte ci sono oltre 1,3 milioni di vetture Euro 5, una quota significativa del parco circolante. In particolare, in Lombardia si contano circa 484mila auto, in Veneto oltre 340mila, in Emilia-Romagna 270mila e in Piemonte 236mila. A livello nazionale, i dati Anfia parlano di oltre 3,7 milioni di auto Euro 5 ancora in circolazione, su un totale di circa 41 milioni di veicoli.

Va ricordato che le auto Euro 5, introdotte nel 2011, rappresentano per molti automobilisti una fascia ancora “giovane” del mercato dell’usato. E che il blocco rischia di incidere soprattutto sui cittadini delle fasce medio-basse che non dispongono di alternative di mobilità.

Il pressing politico: la Lega prova a fermare il blocco

Come già accaduto nel 2023 con il dietrofront in extremis del Piemonte, anche stavolta il fronte del no al blocco si è riaperto. Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, ha più volte ribadito la propria contrarietà:

“La sostenibilità non può passare per la condanna di chi usa l’auto per lavorare. Quelle sono follie che avvantaggiano altri mercati”.

La Lega ha lanciato un’offensiva per posticipare o aggirare la misura, sostenendo che il costo sociale sarebbe troppo elevato. L’alternativa proposta da alcune giunte regionali è di compensare il blocco delle auto con interventi più incisivi su industrie, agricoltura e trasporto pubblico, settori anch’essi responsabili delle emissioni inquinanti.

Tuttavia, l’obbligo di bloccare i diesel Euro 5 dal 2025 è stato formalizzato nel decreto approvato dal Consiglio dei Ministri nel 2023, e le Regioni stanno aggiornando i propri Piani aria per adeguarsi. Ad esempio, il Piemonte ha già legiferato il blocco nei comuni con più di 30mila abitanti, mentre la Lombardia prevede una graduale applicazione tra il 2025 e il 2027, a seconda della categoria del veicolo.