Auto, a giugno le immatricolazioni in Italia segnano un -23%

2 Luglio 2020, di Massimiliano Volpe

Nuova flessione per le immatricolazioni di auto in Italia a giugno anche se  ad un tasso inferiori a quello registrato nei mesi di lockdown. Secondo i dati comunicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese di giugno sono state registrate 132.457 immatricolazioni, ovvero il -23,1% rispetto al corrispondente mese del 2019.
Il consuntivo del primo semestre 2020 raggiunge, quindi, 583.960 unità immatricolate, con un calo del -46,1% e una perdita di volumi pari a 499.224 autovetture.

Più ibride meno diesel e benzina

Nel mese appena trascorso, le auto ad alimentazione ibrida valgono il 13,29% del mercato con una crescita del +83,9% mentre le auto a zero emissioni raggiungono una quota di mercato del 1,68% con un incremento del +51,3%.
Prosegue il declino delle autovetture diesel con una flessione tendenziale mese su mese del -34,6%, mentre la quota di mercato si attesta al 35,6%; in calo del -28,7% anche le auto a benzina (39,8% di quota), del -19,1% quelle a GPL (7,3% di quota) e del -11,4% quelle alimentate a metano (2,4% di quota).

Il bilancio da inizio anno

Con riferimento al primo semestre 2020, risultano abbondanti cali a doppia cifra per le immatricolazioni di autovetture a benzina (-46,5%), diesel (-56%), GPL (-48,5%) e metano (-19,4%). In crescita solo le auto ibride ed elettriche, rispettivamente +15,4% e +109,4%, grazie all’effetto del fondo incentivi per le autovetture con emissioni fino a 60 g/km di CO2, in vigore da marzo 2019.
Per quanto riguarda la quota di mercato dei primi 6 mesi dell’anno, risulta stabile quella delle autovetture a benzina (43%) e GPL (6,4%), le auto a metano rappresentano il 2,3%, mentre scende di 7,8 punti la quota di auto diesel (34,9%). Ibrido ed elettrico raggiungono rispettivamente il 11,5% e 1,8% del totale mercato.

In calo tutte le componenti del mercato

In relazione ai canali di vendita, a giugno si è assistito ad una flessione delle immatricolazioni destinate ai privati del -7,87% (-42,6% rispetto al primo semestre 2019), ad una diminuzione delle vendite a società del -44,3% (-51,2% da inizio anno) e del -39,3% delle immatricolazioni destinate al noleggio (-50,7% è il consuntivo primo semestre 2020).

Negli ultimi tre giorni del mese è stato immatricolato il 36,78% del totale mercato, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le elaborazioni Dataforce, hanno rappresentato l’8,9% dei volumi di vendita mensili: in particolare, le auto-immatricolazioni dei dealer sono state 10.700, quelle delle case auto 1.093.

Secondo Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto “il fatto che siamo passati dal calo del 50% circa di maggio alla perdita di giugno che si attesta sul 23% non deve assolutamente far pensare ad un miglioramento del mercato, ma il risultato è attribuibile esclusivamente al recupero di immatricolazioni di auto nuove ordinate prima della chiusura delle attività in Italia e non prodotte a causa della mancanza di parti e componenti determinata dal lockdown dei paesi asiatici, in anticipo rispetto a quello europeo. Al di là, quindi, di questa contingenza, il mese di giugno è stato caratterizzato da un modestissimo livello di raccolta, in taluni casi con cali del 50% rispetto allo scorso anno. Senza la correzione dei kilometri zero prodotta in finale, il risultato finale sarebbe stato ancor più deficitario”.

Conclude il Presidente di Federauto: “E’ di tutta evidenza che il mercato non può riprendersi con le sole offerte promozionali che i vari brand hanno messo in campo e si avvicina a grandi passi la gelata autunnale.
Diciamo basta all’incomprensibile atteggiamento di indifferenza del Governo e di parte della classe politica rispetto alla situazione dell’automotive: più andiamo avanti così, più è grande il rischio di chiusura nei prossimi mesi di centinaia di imprese della filiera della distribuzione auto, che si accompagnerebbe drammaticamente alla scomparsa di 40.000 di posti di lavoro”.