Australia vicina a recessione? Tassi tagliati a minimo record

7 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il rallentamento della Cina lascia il segno sull’economia australiana. Che, contro ogni aspettativa, rischia di finire in recessione. E’ questo quello che, negli ultimi giorni, ripetono gli analisti, dopo che una serie di dati negativi in arrivo da Sidney lasciano presagire l’inizio di una fase di contrazione. Ed evidentemente è questo il timore della Banca centrale del paese, che ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base al minimo record del 2,75%, una mossa che ha sorpreso gli analisti e che ha portato la valuta austrialiana aussie al minimo in più di un mese.

Solo per citare qualche dato “no” australiano. Nel mese di marzo, le vendite dal dettaglio hanno subito una flessione dello 0,4%, nettamente peggio rispetto al -0,1% atteso dagli analisti. Non meno entusiasmanti i dati in arrivo sul fronte del lavoro. Mentre nel mese di aprile gli annunci di nuovi lavori hanno subito un calo dell’1,3%, accelerando la corsa la ribasso di marzo (-0,5%), sono numerose le società che continuano a lanciare segnali di difficoltà sul fronte occupazionale. Non ultima, il gigante minerario Rio Tinto, che recentemente ha detto di aspettarsi un calo dei posti di lavoro per via della flessione nella domanda di materie prime.

L’ultima volta che l’Australia è finita in recessione risale alla fine degli anni Novanta. Sulla fase ininterrotta di crescita del paese gli esperti citano, la buona politica moneteria e il boom di crescita decennale dell’economia cinese a cui quella australiana è in strettamente legata.