Aumenta la paura di recessione in Francia

16 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

PARIGI (WSI) – La Francia rimane indietro. Messo alle spalle il periodo di recessione, l’attività nel settore privato in tutta l’area euro ha registrato un miglioramento questo mese, nell’ambito di una crescita economica tuttavia ancora fragile. Fatto salvo per Parigi.

Stando a quanto emerso dagli ultimi dati pubblicati da Markit, la produzione nei Paesi della cosiddetta periferia travagliata dell’Eurozona si è ripresa in dicembre.

Dopo che la Germania che ha già riportato una crescita sostenuta stamattina, la Francia sembra sempre di più la “malata d’Europa”, oscillando al confine tra area virtuosa e travagliata della regione. Le aziende transalpine fanno sempre più fatica, con la contrazione dell’attività del settore privato che si è approfondita in dicembre.

L’indice PMI composito, sintesi dell’attività del comparto manifatturiero e di quello servizi, è scivolato dai 48 punti del mese scorso a quota 47, a segnalare come la seconda economia della zona euro stia nuovamente scivolando in recessione nell’ultimo trimestre dell’anno. L’indicatore si è confermato sotto la soglia dei 50 punti, chef a da spartiacque tra crescita e contrazione, toccando i minimi da sette mesi.

Secondo l’economista di Markit Chris Williamson si tratta di un dato compatibile con una contrazione del Pil pari allo 0,1% nell’ultimo trimestre dell’anno, dopo il calo di pari entità registrato nel terzo trimestre. Il dato dell’Eurozona, di contro, ha mostrato una crescita in area 52,1 in dicembre, dai 51,7 di novembre.

Si tratta ancora solamente delle stime ‘flash’, ma suggeriscono che la crescita è tornata nella maggior parte dell’area e non solo nella locomotiva tedesca. Secondo le stime di Markit il Pil registrerà un incremento dello 0,2% questo trimestre, con il divario tra l’area del Sud e del Nord d’Europa che si è ampliata ulteriormente.

Questa tedenza appare evidente analizzando i dati sul saldo primario commerciale, da cui emerge una divergenza tra la prima e la seconda economia d’Europa. Finora, il maggiore surplus è stato senza sorprese registrato dalla Germania (+148,3 miliardi di euro nel periodo gennaio settembre). Seguono a ruota Olanda (40,5 miliardi), Irlanda (28,5 miliardi), Italia (19,6 miliardi), Belgio (11,6 miliardi) e Repubblica Ceca (10,6 miliardi). I maggiori deficit sono stati riportati in Francia (-57,5 miliardi), Regno Unito (-55,1 miliardi), Grecia (-14,5 miliardi) e Spagna (-11,6 miliardi).