Attacco contro il Portogallo: verso secondo salvataggio

4 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – I tassi sui bond portoghesi si sono allontanati oggi dal livello superiore all’8% testato alla vigilia, ma la situazione rimane molto preoccupante.

Secondo gli analisti della banca americana Citigroup, il fatto che a Lisbona si sia dimesso l’architetto del progamma di rigore e che un numero sempre maggiore di politici si stia opponendo a nuove misure di austerity, riduce la possibilità di un’uscita dal piano di aiuti a metà 2014 e aumenta invece le chance di un secondo pacchetto di soccorso esterno.

Della stessa opinione gli analisti di Ubs, che sottolineano come la popolazione sia stremata. L’economia è entrata nel terzo anno di recessione e la disoccupazione viaggia sopra il 18%. In una nota inviata ai clienti l’economista Gyorgy Kovacs e lo strategist Justin Knight hanno avvertito che la persistente instabilità politica potrebbe richiedere l’acquisto sul mercato di debito portoghese nel 2014 da parte del fondo salva stati ESM.

Nella sessione odierna, i tassi decennali portoghesi sono balzati di 14 punti base al 7,60%; tassi a due anni fino a +60 punti al 5,64%, dopo aver testato il 5,66%, al record dallo scorso 20 novembre.

Il principale motivo del collasso dei bond risiede nel fatto che per gli speculatori – ma anche per gli analisti – è ormai inevitabile che il paese sia costretto a chiedere un nuovo secondo piano di salvataggio.

David Powell, economista di Bloomberg scrive: “Appare sempre più probabile un secondo piano di salvataggio per il Portogallo. Gli investitori stanno perdendo fiducia nella sostenibilità dei conti pubblici del paese. Lo spread Portogallo e Germania a 10 anni è salito di 157 punti base fino a toccare un massimo di 624 punti base dallo scorso lunedì. La nazione è a un passo dall’insolvenza”.