Atlantia scrive all’Ue: “Governo sta violando diritto comunitario”

18 Giugno 2020, di Alberto Battaglia

Atlantia, la società controllante Autostrade per l’Italia, ha inviato la scorsa settimana una lettera Bruxelles nella quale viene sollecitata “un’iniziativa pronta e ferma contro le autorità italiane per contrastare la violazione del diritto comunitario” di cui esse si sarebbero rese protagoniste. Lo afferma un articolo del Financial Times.

Secondo la missiva firmata dal presidente della holding Fabio Cerchiai e dall’ad Carlo Bertazzo, il governo italiano avrebbe violato il diritto europeo introducendo nel decreto Milleproroghe una drastica riduzione della compensazione che spetterebbe ad Atlantia nel caso in cui il governo optasse per la revoca delle concessioni autostradali prima del 2038. Il contratto prevedeva originariamente una somma di 23 miliardi di euro, afferma Atlantia. In secondo luogo, i vertici della società hanno affermato che il governo avrebbe forzato la mano affinché gli fosse venduta la quota di maggioranza di Autostrade, attraverso Cassa Depositi e Prestiti. La transazione avverrebbe, nelle intenzioni del governo, a un valore ridotto, tale da creare “un danno significativo a migliaia di investitori italiani e stranieri“. Secondo quanto ricostruito dal Secolo XIX, Atlantia sarebbe disposta a vendere solo una quota di minoranza e, comunque, fra qualche mese, quando si presume che il valore della società si sarà normalizzato. Allo stato attuale, infatti, pesano su Aspi i “giudizi junk”, i quali contribuiscono a tenere basso il valore di mercato della società.

Secondo Atlantia tali condotte del governo italiano sarebbero in contrasto con i principi sul rispetto dei contratti e della libera economia di mercato, sintetizza il Financial Times.

In ogni caso il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avrebbe fatto sapere che la disputa scaturita dal crollo del Ponte Morandi di Genova non si concluderà con l’accordo proposto da Atlantia, che ha offerto 3 miliardi di euro che includono nuovi investimenti sulla rete e tagli ai pedaggi. Resta ancora da chiarire quale sarà la mossa finale di Palazzo Chigi.

Una decisione del governo in merito alle concessioni autostradali è attesa per il 30 giugno, data oltre la quale potrebbero scattare penali miliardarie a carico dello Stato. Nel caso venisse offerta ad Atlantia l’alternativa di un ingresso immediato dello Stato nella società o la revoca delle concessioni, la holding della famiglia Benetton ha fatto sapere che la questione finirebbe in una disputa legale a livello italiano ed europeo.