Aste immobiliari, più che dimezzate nel terzo trimestre. Ottobre lascia ben sperare

14 Ottobre 2020, di Mariangela Tessa

Continua la fase di debolezza del mercato delle aste immobiliari. Complice la pandemia da Covid-19, nel mese di settembre, le aste sono state 13.032 ,quasi la metà rispetto alle  25.111 dello stesso mese dello scorso anno  (-48%).

Un trend in lieve miglioramento rispetto alla media trimestrale, ma sempre caratterizzato da una forte debolezza.
Da luglio a settembre 2020 le aste sono state 19.162, un dato che risulta più che dimezzato se lo si confronta con quello dello stesso trimestre del 2019 che indicava 54.212 aste battute (-65%).

Sono i dati sono presenti sul PVP, il Portale delle Vendite Pubbliche dove confluisce la pubblicità legale di tutte le aste immobiliari bandite in Italia. Per quanto riguarda il valore complessivo degli immobili posti in asta, ovvero l’offerta minima, è stato di 2,7 miliardi nel 2020 contro i 7,2 miliardi segnati nello stesso arco temporale del 2019.
Un calo che si attesta quindi al 62%, meno della metà rispetto lo scorso anno.

“Era impossibile pensare di mantenere gli stessi numeri dello scorso anno, in termini di aste, questo a causa principalmente di 2 fattori: al termine del periodo di lockdown l’attività dei tribunali è ripresa a rilento e frammentata nel territorio infatti a luglio il numero di aste celebrate è stato molto basso, in secondo luogo è stato imposto il fermo delle vendite degli immobili prima casa che rappresentano il 36% degli immobili complessivamente in asta. Una buona occasione per cercare di venire in aiuto sarebbe stata quella di fissare aste anche durante parte del mese di agosto ma abbiamo osservato che il sistema giustizia non ha colto l’occasione dedicando come sempre tutto il mese di agosto alla chiusura feriale ” spiega Giulio Licenza CBDO e co-Founder di Reviva, azienda specializzata nella vivacizzazione delle aste, attraverso un metodo che unisce intelligenza artificiale e marketing esperienziale. “D’altro canto due segnali ci portano ottimismo nei confronti dell’ultimo trimestre del 2020, in primo luogo l’interesse del mercato e in secondo le proiezioni di ottobre ci fanno ben sperare in una ripresa di nuove aste fissate”.

Aste immobiliari, ottobre atteso in miglioramento

“Ma i dati di ottobre fanno ben sperare in un ritorno ai ritmi di inizio anno” spiega Giulio Licenza co Founder di Reviva

Questo mese le aste fissate sono 19.696 mentre nel 2019 sono state 27.037. Una differenza quindi del 27% che, rispetto a quella dei mesi precedenti, rappresenta un segnale positivo di ripresa. Sono dati che fanno comunque sperare e credere che già a novembre si tornerà a numeri più vicini al 2019, salvo chiaramente un aggravamento dell’attuale situazione sanitaria che sarebbe difficile da affrontare per il settore e per tutti.

In particolare, il lockdown obbligato e la maggior attenzione nell’evitare contatti fisici non necessari con sconosciuti ed estranei, ha sicuramente impattato maggiormente sul processo di vendita del settore immobiliare.

Reviva infatti sottolinea come oggi sia sempre meno indispensabile effettuare insieme al possibile acquirente un sopralluogo fisico negli immobili oggetto d’asta. Sono infatti sempre di più le persone che decidono di partecipare a un’asta immobiliare dopo aver solamente consultato la documentazione fotografica e la pratica fornita dall’azienda, comprando come si usa dire “su carta” gli immobili, incentivati anche dal fatto che spesso i prezzi sono particolarmente bassi.

“Questa emergenza sanitaria ha avuto, tra le sue ricadute, un acceleramento del processo di digitalizzazione di tanti comparti dell’economia e tra questi anche del settore immobiliare. Non stupisce più quindi che molti decidono di partecipare a un’asta anche solo dopo aver visto alcune fotografie o video dell’immobile.
Basti pensare ai virtual tour e ai video che oggi sempre più agenzie immobiliari mettono a disposizione dei loro clienti. In qualche modo il futuro sta finalmente investendo anche il nostro settore” – conclude Licenza.