Assogestioni: raccolta in calo a gennaio. Per patrimonio nuovo record

26 Febbraio 2020, di Alessandra Caparello

Si chiude in flessione per 4,7 miliardi di euro il mese di gennaio per la raccolta nell’industria del risparmio gestito, mentre il patrimonio complessivamente gestito sale fino a raggiungere i 2.321 miliardi di euro e mette a segno un nuovo massimo storico. Così emerge dalla Mappa mensile del risparmio gestito di Assogestioni relativa al mese di gennaio 2020.

Il sistema in particolare registra flussi netti in uscita sia dalle gestioni collettive (-2,1mld) che dalle gestioni di portafoglio (-2,5mld). Circa 1.186 miliardi, pari al 51% degli AUM, sono investiti nelle gestioni di portafoglio. Nel dettaglio 1.135 miliardi, che corrispondono al 49% degli asset, sono impiegati nelle gestioni collettive.
Il dato di raccolta registrato però, precisa Assogestioni, risente in particolare del trasferimento da parte del Gruppo Credem di un mandato di gestione infragruppo delle polizze assicurative Unit Linked da Euromobiliare AM Sgr a Credemvita. L’operazione, continua la nota, comporta l’uscita dal perimetro della rilevazione Assogestioni di circa 3 miliardi di euro, registrati in diminuzione del patrimonio gestito e come raccolta netta negativa. Il fenomeno non è collegato a disinvestimenti della clientela: le succitate masse restano all’interno del Gruppo Credem.

Andando nel dettaglio delle gestioni collettive, la raccolta netta dei fondi del primo mese del 2020 risulta di -2,3 miliardi, dopo +3,2 miliardi a dicembre, mentre i fondi chiusi segnano +170 milioni dopo +576 milioni. Tra i fondi, le preferenze dei risparmiatori si sono indirizzate in primis verso i bilanciati, con una raccolta netta di +649 milioni, seguiti dagli obbligazionari con +8 milioni, mentre la raccolta netta degli azionari scivola a -116 milioni.

I fondi di diritto italiano iniziano il 2020 con una raccolta netta mensile con il segno meno a -470 milioni dopo -519 milioni a dicembre. In rosso anche il saldo delle movimentazioni sui fondi esteri, che registrano -1,8 miliardi, dopo +3,7 miliardi.