Assicurazioni, più polizze per le imprese per ridurre i rischi

24 Aprile 2019, di Massimiliano Volpe

Gli investimenti sono sempre rischiosi per le aziende, è un dato di fatto, e possono andare incontro a qualche imprevisto. Non esistono settori sicuri: ogni impresa, appartenente a qualsiasi comparto produttivo, può imbattersi in un evento negativo, capace di arrecare danni che comportano perdite di produzione, di clienti, di immagine, di beni. Questo è il motivo per cui le aziende dovrebbero stipulare una serie di polizze in grado di proteggere l’attività e contenere le eventuali perdite di patrimonio. Sul mercato esistono svariati strumenti per tutelarsi dai più diversi. Inoltre, la legge prevede l’obbligatorietà di alcune polizze, a fronte di quei pericoli potenzialmente idonei a generare danni a terzi.

Le coperture più richieste. «C’è una domanda elevata per le coperture tradizionali come incendio, furto e Rcto, affiancate in questi ultimi anni dalle coperture directors & officers – oggetto di crescente interesse – per la responsabilità civile di amministratori e dirigenti. A seguito della recente introduzione del Gdpr per la tutela dei dati personali, sono inoltre in aumento le richieste per le coperture a tutela dei rischi cyber» chiarisce Simone Lazzaro, responsabile mid corporate e riassicurazioni di Allianz.

«Oltre a coperture classiche offriamo risposte concrete a nuovi bisogni, come i cambiamenti climatici e il rischio terremoto, per esempio. Il tutto con la possibilità di contare sui nostri business advisor, professionisti d’agenzia specializzati nella consulenza assicurativa per le Pmi» evidenzia Patrick Cohen, ceo di Axa Italia.

Quelle meno richieste. «In Italia rimane bassa la percezione dei rischi legati alla tutela legale e alla responsabilità civile inquinamento; di conseguenza si mantiene moderata la richiesta per queste coperture assicurative. Le aziende del nostro Paese si confermano invece molto sensibili al rischio di interruzione di esercizio ma questa attenzione viene poco convertita in effettiva sottoscrizione di contratti assicurativi.

Focalizzandoci strettamente sulle aziende manifatturiere, c’è poca propensione ad assicurare direttamente i rischi marine cargo; la tendenza è quella di demandare la copertura ai vettori che si occupano dei trasporti» fanno sapere da Allianz.

Della stessa opinione anche Axa secondo la quale non c’è ancora piena consapevolezza sui rischi e sulle possibili conseguenze. Le Pmi che sono costrette a chiudere l’attività a seguito di un sinistro e non la riprendono in tempi brevissimi, per esempio, hanno un alto rischio di fallimento, con danni ben superiori a quelli diretti. «In questo ambito Axa Italia mette a disposizione un sistema di gestione dei sinistri di eccellenza per favorire una rapida ripresa dell’attività attraverso un network completo di periti e liquidatori, società di salvataggio per il pronto ripristino e acconti d’indennizzo per coprire i costi fissi durante un periodo di stop forzato» sottolinea Cohen.

Margini di miglioramento. «Oltre a offrire soluzioni sempre più complete e su misura rispetto ai diversi settori di attività, vogliamo dare il nostro contributo nell’ambito della prevenzione dei rischi emergenti che possono condizionare il lavoro dell’impresa, pensiamo ai rischi cyber.

L’innovazione continua, guidata da tecnologia e digitale, è e sarà l’ingrediente chiave per costruire servizi di valore ed esperienze cliente uniche e distintive, in grado di fare la differenza per i nostri clienti» chiariscono da Axa.

«Occorre sempre più abbinare alla copertura assicurativa un servizio che dia valore aggiunto al cliente, ad esempio completare le garanzie incendio e responsabilità civile con un servizio di prevenzione dei rischi. Importante è poi la proposta di partnership con società specializzate in attività specifiche, quali ad esempio il pronto intervento post sinistro – che ripristina rapidamente l’operatività dell’azienda – o la prevenzione del rischio inquinamento per le grandi realtà industriali e, in tema di rischi cyber dinamici, il servizio di prevenzione e controllo continuo del sistema informatico» evidenzia Allianz.

Il prezzo è una discriminante. Purtroppo in Italia il prezzo è ancora un driver fondamentale nella scelta della copertura, spesso a scapito della qualità, intesa in termini sia di contenuto assicurativo, sia di servizio a valore aggiunto fanno presente da Allianz. «È altrettanto vero che i clienti chiedono sempre più servizi ad alto valore aggiunto e una consulenza di valore. Su questo terreno si gioca la sfida più importante per diventare veri partner dei nostri clienti» conclude Cohen.

 

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di aprile del magazine Wall Street Italia