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Il rapporto degli italiani con le assicurazioni non è mai stato idilliaco, ma qualcosa sta cambiando. Le polizze non sono più percepite solo come strumenti per gestire gli imprevisti, ma stanno diventando una vera e propria leva per la pianificazione del futuro. Insieme alla ricchezza finanziaria, immobiliare e previdenziale, i premi investiti nelle assicurazioni rappresentano uno dei quattro pilastri su cui si basa la solidità familiare.
È quanto emerge dall’ultima Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani condotta dal centro studi Einaudi. Secondo la ricerca, le polizze vita e di previdenza integrativa sono presenti nei portafogli del 25% del campione esaminato.
Secondo l’Ania, gli investimenti nei prodotti vita e previdenziali degli italiani ammontano a 798 miliardi di euro. Per quanto riguarda invece le polizze sanitarie, dallo studio emerge che solo il 17,9% degli italiani è protetto da una forma di assicurazione, individuale (o familiare), collettiva o aziendale che copre, in tutto o in parte, le spese mediche. Le forme individuali o familiari sono la maggioranza (12,2%), mentre le polizze aziendali e di categoria riguardano meno del 6% del campione.
Infine, le polizze LTC, che coprono le spese legate alla perdita di autosufficienza in età avanzata, presentano una penetrazione più ridotta (14,5% degli italiani). La scarsa diffusione di queste polizze preoccupa gli analisti, soprattutto in presenza di una tendenza all’invecchiamento della popolazione e alla riduzione delle dimensioni dei nuclei familiari. Basti pensare che nell’ultimo decennio le famiglie monocomponente in Italia sono passate da circa il 30% a oltre un terzo del totale (34,4%), mentre quelle con quattro o più componenti sono scese dal 22,3% al 18,7%. Secondo gli esperti del centro studi Einaudi, la scarsa penetrazione di queste polizze è dovuta soprattutto alla mancanza di disponibilità finanziaria, ma il fatto che sia ridotta anche tra i redditi più elevati potrebbe far pensare a problemi di disallineamento tra la domanda e i prodotti offerti.
Dall’analisi emerge poi che gli uomini sono leggermente più coperti delle donne, mentre i più giovani hanno livelli di copertura più bassi della media su tutte le tipologie di prodotti. Anche in questo caso, una ragione potrebbe essere collegata al reddito disponibile.
Un settore con elevate potenzialità
Gli analisti del centro Einaudi hanno cercato anche di capire se ci sono spazi di crescita per queste coperture assicurative. Il grafico in alto mette a confronto la percentuale effettiva di assicurati con quella di chi, non essendolo, si assicurerebbe avendone la possibilità. Si nota che l’assicurazione sulla vita (anche previdenziale), che oggi raggiunge il 24,7% del campione, potrebbe arrivare a coprirne il 54,9%.
Così le polizze sanitarie, dal 17,9%, potrebbero arrivare a coprire il 42,1% della popolazione. Per contro, sembrano limitate le possibilità di sviluppo delle coperture LTC: secondo gli esperti ci può essere un problema di consapevolezza circa l’evoluzione del proprio futuro da anziano, o, più semplicemente di scarsa conoscenza dei prodotti offerti dal mercato, o anche della non rispondenza di tali coperture alle reali esigenze.
Dove comprare le polizze
L’acquisto di una polizza assicurativa può avvenire in molti modi diversi. Nel settore vita gli sportelli bancari (e postali) sono il principale canale di distribuzione, seguito da quello dei consulenti finanziari, soprattutto per i prodotti a maggior contenuto finanziario.
Nel ramo danni invece le reti di agenti continuano a rivestire un ruolo primario, mantenendo una quota di mercato stabile, seguito dal canale dei broker. Da rilevare la progressiva diffusione delle coperture danni anche nel canale bancario grazie alla recente introduzione dell’obbligo delle polizze catastrofali per tutte le aziende. Per comprendere la diffusione di tutti questi prodotti basti pensare che ogni italiano sottoscrive in media circa 2.500 euro in premi assicurativi (vita e danni) all’anno secondo le stime dell’Ania.
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di settembre 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.