Assicurazioni: Italia e paesi Ue a confronto

27 Gennaio 2020, di Alessandra Caparello

La polizza assicurativa è uno strumento per mettere la propria famiglia e i propri beni al riparo da eventi nefasti. Ma piuttosto che stipularne una, gli italiani preferiscono accumulare risorse per fare frontea eventuali imprevisti. Questo spiega perché, rispetto ad altri paesi europei, il nostro è sotto-assicurato.

Italian Insurance Report: l’Italia a confronto con i Paesi Ue

Così emerge dai dati di Ania, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, raccolti nell’Italian Insurance Report, che mette a confronto il mercato assicurativo di sette Paesi del Vecchio continente: Belgio, Spagna, Olanda, Italia, Germania, Francia e Regno Unito. Nel report emerge che negli ultimi anni l’Italia ha ridotto il suo divario assicurativo rispetto alle altre nazioni europee ma i suoi indici di assicurazione rimangono ancora bassi.

Guardando nel dettaglio al Ramo Vita, uno degli indici considerati dall’Ania è il confronto tra le riserve matematiche delle compagnie di assicurazione – l’importo che l’assicurazione accantona a fronte degli obblighi futuri assunti nei confronti degli assicurati – e il Pil.

“È un indicatore che approssima il grado di maturità del mercato assicu rativo Vita” spiega il rapporto dell’Associazione che poi evidenzia come “l’Italia abbia mostrato un consistente incremento negli ultimi tre anni, dal 36,3% del 2016 al 38,6% del 2018, ma il valore è ancora basso rispetto a quello della maggior parte degli altri Paesi europei”.

In merito al ramo Danni invece l’indicatore utilizzato in questo caso è il rapporto tra i premi versati e il Pil. Anche in tale ambito emerge il ritardo degli italiani sul fronte assicurativo. Il rapporto è all’1,9% per l’Italia, stabile nei tre anni di osservazione, sale in Belgio, Francia e Spagna, scende in Olanda.

“Se si escludono le assicurazioni auto obbligatorie in tutti i Paesi – spiega lo studio – il divario tra l’Italia e gli altri Paesi nel comparto Danni è ancora più ampio”.

Per ulteriori approfondimenti si rinvia al Dossier “Vivere sicuri” pubblicato sul magazine Wall Street Italia di gennaio 2020.