Asset management alla conquista dei millennial

16 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

Una delle maggiori “incognite” per gli intermediari finanziari riguarda la continua evoluzione della loro clientela, man mano che la prossima generazione di investitori cresce e diventa sempre più ricca.

Secondo la ricerca Incisive Works’ Diversity in Asset Management, i millennial rappresentano una delle generazioni in più rapida crescita degli ultimi anni e, nei primi anni in cui registrano picchi di guadagni, diventeranno una parte sempre più importante degli investitori.

La ricerca ha dimostrato che molto spesso però i giovani esprimono il desiderio che i consulenti finanziari e i loro consigli “riflettano loro, i loro valori e il loro stile di vita”. Cosa che non sempre capita. Il punto di partenza per attrarre una clientela più diversificata allora, dice il rapporto Diversity in Asset Management, dovrebbe essere una forza lavoro più diversificata.

La sfida maggiore per l’asset management diventa quindi reclutare tra le fila dei suoi consulenti i giovani. Alcuni gruppi offrono tirocini agli studenti, ma i requisiti per l’ingresso nel mondo del risparmio gestito sono spesso rigorosi e aperti solo ai laureati.

Settore asset management ha un “problema di immagine”

Ciò ha portato l’industria a dover affrontare una questione definita di affinità: le aziende assumono in base alla propria “immagine”, cioè, reclutano persone che pensano e lavorano nello stesso modo. Oltre un terzo degli intervistati, tra quelli che hanno lavorato nel settore per meno di 20 anni, concorda sul fatto che il settore ha un “problema di immagine” a causa della sua mancanza di diversità per i potenziali clienti e dipendenti.

Al contrario, solo il 21% degli intervistati con oltre 20 anni di esperienza nel settore concorda con questa affermazione. Ciò suggerisce che sono gli intervistati entrati nel settore in anni più recenti quelli in grado di identificare chiaramente le sfide di un cambiamento demografico e/o le diverse esigenze dei clienti.

Sebbene uno degli aspetti più critici per migliorare la diversità sia la promozione nella mente delle giovani generazioni dell’idea che l’industria della gestione patrimoniale sia aperta a tutti, gran numero di studenti di età compresa tra i 12 e i 18 anni non comprende il gran numero di ruoli aperti a loro nell‘investment management, o se c’è posto per loro all’interno del settore.

Secondo i risultati della ricerca Diversity in Asset Management, i cambiamenti demografici e quelli generazionali pongono gli intermediari a un bivio: le aziende che abbracciano la diversità daranno prova di sé stessi nel futuro, rendendosi più rilevanti e culturalmente in sintonia con i clienti di domani, nonché con i futuri dipendenti.