Assegno di ricollocazione: al via la sperimentazione. Chi può accedere

9 Febbraio 2017, di Mariangela Tessa

Dopo settimane di frizioni e contrasti, il Ministero del Lavoro e le Regioni hanno finalmente trovato una prima intesa, sbloccando così la sperimentazione dell’assegno di ricollocazione, con la partenza di circa 25mila lettere rivolte ai disoccupati che segnano, nei fatti, l’avvio delle politiche attive per il lavoro, nella nuova versione riformata dal Jobs act (l’attesa è stata di circa un anno e mezzo).

Ecco tutti i dettagli sulla nuova misura.

Che cosa è. E’ destinato a chi è senza lavoro e, dopo 4 mesi di indennità di disoccupazione (NASpl), non è ancora riuscito a trovarne uno. In pratica, l’assegno di ricollocazione è uno strumento che aiuta le persone disoccupate nella ricerca di lavoro offrendo un servizio personalizzato e intensivo di assistenza presso i centri per l’impiego o operatori autorizzati. Il programma include l’assegnazione di un tutor, che seguirà il disoccupato nel percorso di assistenza alla ricollocazione, gli incontri di verifica e l’analisi della ricerca delle opportunità occupazionali.

Importo. L’assegno dipende dal livello di occupabilità della persona, quindi, maggiore è la sua distanza dal mercato del lavoro, maggiore sarà l’assegno e quindi più forte il sostegno per reinserirsi.  L’importo varia dai 250 euro ai 5mila euro. I soldi vengono dati all’Ente che aiuta il disoccupato nella ricerca di un impiego, soltanto se alla fine riesce a trovarlo. Non è automatico averlo, bisogna fare richiesta sul portale Anpal.gov.it o in un Centro per l’Impiego, scegliendo l’Ente a seconda del servizio offerto e delle proprie esigenze.

Gli Enti erogatori riceveranno l’assegno solo nel caso riescano a ricollocare un disoccupato che aveva un contratto a tempo indeterminato (anche di apprendistato), a tempo determinato di almeno 6 mesi (da 3 o 6 mesi in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) o chi abbia avuto un part-time pari almeno al 50%.

Per informazioni è possibile chiamare dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì, il numero verde 800.000.039 o inviare una e-mail a [email protected]