Assegni dormienti, in dieci anni nelle casse delle Stato 638 milioni

8 Luglio 2019, di Mariangela Tessa

Ammonta a 634 milioni di euro la cifra intascata dallo Stato negli ultimi dieci anni dai cosiddetti assegni dormienti, ovvero assegni non incassati dai beneficiari, le cui somme finiscono per legge allo Stato se la cifra non viene riscossa entro i tre anni dall’emissione.

Le cifre diffuse dalla Corte dei Conti, lo scorso 27 giugno, riprese dal quotidiano la Repubblica, riguardano il periodo compreso dal 2010 ad oggi. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di titoli utilizzati ad esempio come cauzioni in aste, poi non riscosse, o come depositi a garanzia di danni, salvo poi non essere incassati

Dal 2007 una legge prevede cioè che i conti correnti non movimentati per dieci anni, le polizze vita non riscosse, così come gli assegni circolari non incassati entro tre anni, finiscano nelle casse dello Stato.

Come ricorda la Repubblica:

“Da oltre dieci anni a questa parte i fondi affluiti nel bilancio pubblico hanno superato i due miliardi di euro, di cui soltanto una piccola quota è tornata indietro ai legittimi proprietari, visto che la legge prevede anche la possibilità di rientrare in possesso di quanto finito allo Stato, entro i dieci anni dalla devoluzione. Le risorse restanti sarebbero invece dovuti essere destinati a un fondo ad hoc per indennizzare le vittime di frodi finanziarie ma soltanto negli ultimi due anni i governi si sono mossi in questo senso”.