Arabia Saudita: “Pronti a tutto per sostenere il petrolio”

23 Novembre 2015, di Daniele Chicca

NEW  YORK (WSI) – L’Arabia Saudita ha fatto capire che farà di tutto per sostenere le quotazioni dell’oro nero. La produzione molto alta dell’Opec, l’organizzazione dei principali esportatori di greggio di cui Riyad fa parte, rispetto alla domanda è uno dei motivi per cui i prezzi sono in preda ai ribassisti da un anno a questa parte.

Ora sauditi, Qatar e altri paesi esportatori come il Venezuela hanno paura di perdere troppe quote di mercato e ricavi dalla situazione che si sta rivelando insostenibile. Caracas ha avvertito che se l’Opec non interviene i prezzi del greggio potrebbero scendere fino a 20 dollari al barile. Il Venezuela vuole proporre un prezzo di equilibrio di 88 dollari al barile.

L’allarme ha messo sotto pressione le quotazioni sui mercato, spingendo probabilmente l’Arabia Saudita a intervenire alla maniera di Draghi, che a luglio 2012 promise di fare “whatever it takes” per salvare l’euro.

Il governo saudita è disposto a collaborare con i paesi membri e non membri dell’Opec per raggiungere una stabilità dei prezzi. Le dichiarazioni hanno ridato forza ai futures sul petrolio. I futures sul mercato Wti hanno perso il 45% negli ultimi dodici mesi ma oggi risalgono sopra quota 40 dollari al barile.

L’obiettivo del mantenimento dello status quo dei livelli di produzione è anche quello di penalizzare gli Usa, andando a colpire il mercato del gas di scisto. Ma il 4 dicembre durante la prossima riunione i paesi del blocco potrebbero rivedere la loro strategia.