Apple, 38 miliardi al fisco per rientro capitali all’estero

18 Gennaio 2018, di Mariangela Tessa

Primi risultati del taglio delle tasse approvato dall’amministrazione di Donald Trump. Apple pagherà 38 miliardi di dollari circa al fisco americano per riportare i capitali tenuti all‘estero negli Stati Uniti (si parla di un tesoretto di da 252 miliardi di dollari), secondo quanto previsto dalle nuovi leggi fiscali federali.

Lo ha reso noto il colosso di Cupertino, specificando che prevede di investire oltre 30 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi cinque anni. Investimenti che nelle stime della società creeranno 20.000 posti di lavoro.

Entusiasta il commento del presidente degli Stati Uniti, Trump che ha detto:

“Ho promesso che le mie politiche avrebbe consentito a società come Apple di rimpatriare denaro negli Stati Uniti È bello vedere Apple farlo dopo il taglio delle tasse. È una grande vittoria per i lavoratori americani e per gli Stati Uniti”.

Apple, a differenza di molte altre aziende, non ha citato la riforma fiscale di Donald Trump per motivare le proprie decisioni. Tuttavia gli analisti intravedono un legame. La riforma di Trump ha abolito il precedente sistema che consentiva alla aziende di posticipare il pagamento delle tasse negli Stati Uniti sugli utili realizzati all’estero fino a quando questi non sarebbero stati rimpatriati. Una norma che ha permesso ai colossi americani di accumulare all’estero 3.100 miliardi di dollari.

La riforma voluta dal Trump prevede un’aliquota sul cash del 15,5% e una dell’8% sugli asset meno liquidi, oltre alla possibilità per le aziende di pagare in otto anni.