“Applausi idioti a Merkel”, con Brexit Ue rischia crollo commercio

29 Giugno 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – L’Ue stia attenta a non alzare troppo la voce nei negoziati con il Regno Unito. Il pericolo potrebbe infatti essere il collasso del suo stesso commercio. E’ quanto scrice Mike “Mish” Shedlock nel suo sito, in riferimento agli applausi che la cancelliera tedesca Angela Merkel ha ricevuto alla Bundestag per il discorso proferito sul caso Brexit. In particolare, per la frecciatina al Regno Unito, quando ha fatto una promessa di parlamentari tedeschi:

“Ci assicureremo che i negoziati non permettano al Regno Unito di scegliere il meglio, a nostro discapito. Dobbiamo fare e faremo una differenza palpabile tra il paese che vuole essere membro della famiglia dell’Unione europea e il paese che non lo desidera. Chiunque voglia uscire da questa famiglia non può pretendere di liberarsi da tutti gli obblighi ma di continuare allo stesso tempo a beneficiare dei privilegi”.

La frecciatina è stata rivolta soprattutto a Boris Johnson, strenuo promotore del fronte Leave nel referendum UK che, smorzando decisamente i toni aggressivi della campagna referendaria anti-europeista, ha dichiarato che il Regno Unito avrà ancora “accesso al mercato unico”.

Ma attenta, Merkel, scrive Mish, che fa riferimento anche all'”idiozia” dei parlamentari che hanno applaudito Merkel al Bundestag.Quello che finora è stato un punto di forza per la Germania – il surplus della bilancia commerciale – potrebbe rivelarsi un boomerang.

“E’ necessario ricordarle che il deficit commerciale del Regno Unito con l’Ue ha testato un nuovo record”.

Non solo:

“I numeri dell’ONS (Ufficio statistico UK) mostrano che l’Europa sta diventando gradualmente una destinazione meno importante per le aziende UK. Nel 2000, il 60% delle esportazioni era diretto verso i paesi Ue. Ma tale percentuale è poi scesa al 58% nel 2005, al 54% nel 2010 e al 47% nel 2015. Nello stesso periodo di tempo, le importazioni Ue dal Regno Unito sono rimaste costanti, incidendo per il 54% sia nel 2000 che nel 2015″.

Insomma:

“L’Europa è diventata un mercato sempre meno cruciale per le aziende UK attive nel settore dei servizi, molte delle quali hanno invece rapporti di affari con gli Stati Uniti. Dal 2000, la percentuale di esportazioni del settore dei servizi (dal Regno Unito) all’Ue è rimasta attorno al 40%. Considerando le esportazioni sia dei beni che di servizi, la quota delle esportazioni verso l’Ue è scesa dal 54% del 2000 al 44% del 2015”.

Partendo da questi presupposti, si chiede Mish, la velata minaccia di Merkel “è un bluff o è una dimostrazione di stupidità?”, così come gli applausi dei parlamentari tedeschi?

La risposta è in questa tabella. Da cui emerge chiaramente che la Germania esporta nel Regno Unito beni e servizi per un valore di 50.963.643 di euro più di quanto importi dallo stesso paese. Il che significa che: “chiaramente, la Germania sarebbe danneggiata molto più di quanto lo sarebbe il Regno Unito, nel caso in cui entrambi i paesi si arroccassero sulle loro posizioni”.

Mish non concede sconti all’Ue:

“L’Ue deve davvero riiniziare tutto daccapo. Avrebbe dovuto essere una istituzione che avrebbe infranto le bandiere commerciali, non costruito muri. Ma le regole Ue erano così stupide, e il Regno Unito ha voluto andarsene. Ora, invece di pretendere il ridicolo dal Regno Unito, costruendo più muri per fermare il commercio, l’Ue pensi a cosa sta accadendo e al perchè.

 

Mish conclude ricordando ancora i stupidi applausi di chi non capisce il commercio e avvertendo “sul rischio davvero reale di una depressione globale”, scatenato dai burocrati dell’Ue.

Fonte Mishtalk