Nuove aperture delle frontiere extra-Ue, ma la porta agli Usa resta chiusa

1 Luglio 2020, di Alberto Battaglia

Le libertà di viaggio degli italiani al di fuori dei confini Ue si stanno riavvicinando alla normalità. Dopo la graduale riapertura delle frontiere all’interno dell’Unione europea, oggi è stato prefigurato un allentamento delle restrizioni anche verso 14 Paesi extra-Ue. E’ quanto ha raccomandato Consiglio dell’Unione Europea approvando  un compromesso non vincolante cui gli stati “dovrebbero” uniformarsi a breve.

Il criterio utilizzato per decidere a quali nazioni aprire è stato di tipo epidemiologico: solo gli stati nei quali l’andamento dei contagi risulta simile a quello europeo sono stati inseriti nella lista (cui le autorità nazionali potranno omologarsi).

Mancano all’appello, dunque, il Brasile, ancora oggi martoriato dal coronavirus, ma anche la Russia e, soprattutto, gli Stati Uniti.

La lista dei Paesi a cui l’Ue intende “aprire”

Al contrario, nella lista compare la Cina, alla quale potranno essere aperte le porte qualora quest’ultima assuma la medesima decisione. Gli altri Paesi cui l’Ue ha deciso di aprire i confini sono: Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova-Zelanda, Rwanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay. Verso questi Paesi anche i cittadini dei microstati di Andorra, Monaco, San Marino e Città del Vaticano potranno essere considerati come comunitari ai fini della raccomandazione del Consiglio dell’Ue.

Nel dettaglio, i criteri seguiti dal Consiglio per l’apertura sono stati i seguenti:

  • “Il numero di nuovi casi COVID-19 negli ultimi 14 giorni e per 100000 abitanti debbono essere vicini o al di sotto della media Ue (così com’era il 15 giugno 2020)”
  • “Tendenza stabile o decrescente di nuovi casi in questo periodo rispetto ai 14 giorni precedenti”
  • “Politiche di risposta al COVID-19 tenendo conto delle informazioni disponibili, compresi aspetti quali test, sorveglianza, tracciabilità dei contatti, contenimento, trattamento e comunicazione, nonché affidabilità delle informazioni. Anche le informazioni fornite dalle delegazioni dell’Ue su questi aspetti dovrebbero essere prese in considerazione”.

 

La lista maturata oggi (primo luglio) non è da considerarsi definitiva: ogni 14 giorni quest’ultima potrà essere aggiornata a seconda dell’evolversi della situazione.
Il raggiungimento dell’accordo fra i 27 membri Ue non è stato agevole, date alcune implicazioni politiche che sono sortite in seguito all’utilizzo di criteri di scelta strettamente medici: in particolare, si è finiti con l’aprire (in caso di reciprocità) alla Cina, una forza ritenuta concorrente dell’Ue, e a chiudere agli Usa, una forza storicamente alleata sullo scacchiere internazionale.