ANTITRUST: NUOVA INDAGINE SU MICROSOFT

14 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Le forze dell’antitrust hanno aperto una nuova indagine nei confronti di Microsoft (MSFT – Nasdaq), questa volta in relazione all’alleanza del gigante dei software con Corel (CORL – Nasdaq).

Il dipartimento americano di Giustizia – che ha richiesto tutti i documenti relativi all’investimento da $135 milioni che Microsoft ha portato a termine lo scorso ottobre – vuole accertarsi che la partecipazione in Corel non riduca la concorrenza sul mercato dei software per ufficio – word processing, grafici e tabulati – dove il programma Office di Microsoft domina gia’ il 90%.

Il software WordPerfect Office di Corel e’ determinante, a livello di concorrenza, perche’ e’ disponibile anche nella versione Linux, il sistema operativo che compete con Windows di Microsoft.

Subito dopo aver firmato con Microsoft, Corel ha pero’ annunciato la decisione di abbandonare il mercato dei software per Linux – sollevando cosi’ ulteriori preoccupazioni per l’antitrust – e, in base all’accordo si e’ obbligata a sviluppare software per la nuova iniziativa Microsoft .Net prima di creare simili programmi per altri sistemi operativi.

L’antitrust sta indagando anche l’acquisto per $1,1 miliardi di Great Plains Software (GPSI – Nasdaq) che produce programmi per amministrazione, ma l’investimento non causa una diretta sovrapposizione di prodotti e sta quindi creando meno problemi di concorrenza.

L’inchiesta su Corel, invece, e’ importante anche a livello politico, in quanto e’ stata iniziata dal capo dell’antitrust Douglas Melamed, succedutosi a Joel Klein e ancora di nomina democratica.

Il nuovo paladino dell’antitrust Charles James, non ancora formalmente nominato dal presidente Bush, ha invece espresso il suo scetticismo sulla possibilita’ di uno smembramento di Microsoft che, potrebbe – a parer suo – essere deleterio per i consumatori.

Sebbene cio’ non significhi che l’antitrust repubblicano sia intenzionato a far cadere la causa principale contro Microsoft – che dovrebbe essere rivista dalla corte d’appello il 26 e 27 febbraio – la nuova indagine potrebbe offrire un primo indizio sull’approccio dell’amministrazione Bush nei confronti del gigante dei software.

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