Anima: quando le “obbligazioni” diventano un rischio

12 Luglio 2017, di Giovanni Falcone

“Nell’attuale contesto, quindi, la view di Anima resta quella di preferire gli asset rischiosi, in particolare le azioni rispetto ai bond …”

In prima battuta, riflettendo sul contenuto di questa frase scritta da “Anima”, di cui riscontro traccia su questo portale, il concetto espresso sembra contenere una profonda verità.

E’ una verità amara che non avrei mai voluto leggere, perché contiene una traduzione plastica dei disastri di questi anni vissuti dal popolo italiano e dal risparmiatore in particolare.

Per non fare torto a qualcuno, vorrei evitare di fare l’elenco dei tanti soggetti economici come i colossi alimentari e abbigliamento  – dalla Parmalat alla Cirio, Giacomelli sport  – ovviamente quotati in Borsa per finire ai nostri giorni con il fallimento di tante banche, piccole, medie e grandi.

Quando le “obbligazioni” vengono emesse da soggetti di dubbia solvibilità e i controlli, come ben sappiamo, anche Istituzionali fanno acqua da tutte le parti, quando la solidità patrimoniale non solo incerta ma impunemente scritta nei bilanci che nessuno vede, affermazioni simili diventano ovvie.

Così non dovrebbe essere nella vita del povero “investitore”, ancora peggio se parliamo della linea “retail”, come ahimè abbiamo più volte assistito.

Ma il mondo è questo, anzi è diventato questo, laddove abbiamo rovesciato le antiche convinzioni e gli investimenti in “azioni”, paradossalmente, vengono preferiti anche da chi ha paura della sua ombra nel mentre si scoprono, gioco forza, amanti del rischio che l’investimento in “azioni” per definizione contiene.

Forse senza saperlo, abbiamo invertito la direzione del mondo!

Per concludere mi viene da dire, sconsolato: “Signore non peggio!”