Anas: Pietro Ciucci, presidente e allo stesso tempo pensionato

7 Ottobre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il presidente e amministratore delegato di Anas, società a totale partecipazione pubblica, è Pietro Ciucci. Dal 2013 è anche pensionato.

Per il giornalista Daniele Martini, Ciucci, nato a Roma il 24 ottobre 1950, “è fuori strada”, dal momento che, come ha scritto in un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano lo scorso 3 agosto, è “presidente e pensionato”, quando invece lo stesso “decreto Madia vieterebbe – ricorda Martini – a chi prende l’assegno di fare il dirigente pubblico”.

Il giornalista chiama il dirigente “Il Monarca, che ha sistemato ben 160 anziani, molti in carico all’Inps” e che costano ai contribuenti italiani “6 milioni di euro l’anno”.

Strano caso, o meglio ennesimo caso tutto italiano, quello di Ciucci, che recentemente non ha nascosto la propria irritazione nel commentare l’interpellanza parlamentare (n. 2-00208 del 2 ottobre 2014), con cui il senatore del Pd Marco Filippi ha sollevato diversi dubbi sulla situazione anomala del dirigente.

“Il senatore Filippi prosegue nella sua personale guerra contro di me e contro l’Anas con l’ennesima interpellanza, che si aggiunge alle oltre venti già presentate negli ultimi anni, nella quale vengono riportate una serie di affermazioni del tutto false e fuorvianti”, si è difeso il dirigente.

Venendo ai fatti, nella sua interpellanza, il senatore ha descritto in modo puntuale il caso dell’Anas e ha chiesto ai ministri dell’Economia e delle Infrastrutture e dei Trasporti, tra le altre cose, “se ritengano che la posizione del dottor Pietro Ciucci, pensionato dal 1° settembre 2013, sia compatibile con l’attuale posizione dirigenziale di presidente ed amministratore delegato di ANAS SpA, tenendo anche conto dell’entrata in vigore delle disposizioni di cui al decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114″.

Di fatto, come ha ricordato Filippi nella sua interpellanza: “a partire dall’agosto 2006, il dottor Pietro Ciucci è a capo dell’ANAS SpA, società a totale partecipazione pubblica e prima stazione appaltante del Paese nei lavori pubblici infrastrutturali”.

Ora, “fino al 1° settembre 2013, il dottor Ciucci ha ricoperto in tale società la triplice carica di presidente, amministratore delegato e direttore generale; il 9 agosto 2013, l’assemblea degli azionisti ha rieletto il dottor Pietro Ciucci presidente ed amministratore delegato dell’ANAS SpA per un ulteriore triennio e successivamente alla sua rielezione lo stesso è andato volontariamente in pensione, a decorrere dal 1° settembre 2013, percependo una liquidazione di 1.805.000 euro. Tale scelta è stata presa in ragione del divieto di cumulo delle cariche previsto per le società pubbliche, che impedisce alla medesima persona di svolgere il ruolo di amministratore delegato e di direttore generale”.

“Successivamente, in data 31 agosto 2014, sono stati corrisposti dall’ANAS SpA al dottor Ciucci, in qualità di ex direttore generale in pensione, ulteriori 779.000 euro come indennità di mancato preavviso, richiamando a tal fine l’articolo 23, comma 8, del contratto ANAS; dal 1° settembre 2013, non è stato nominato nessun nuovo direttore generale di ANAS e le relative deleghe sono in capo al dottor Pietro Ciucci, come amministratore delegato e nulla è variato nell’organizzazione aziendale, che fin dal 2006 prevede anche le figure di 3 condirettori generali: tecnico, legale ed amministrativo-finanziario”.

“Tale organizzazione, varata a seguito della prima nomina in ANAS del dottor Pietro Ciucci, ha portato, inoltre, ad una proliferazione di nomine di direttori centrali per proposta dei 3 condirettori generali. Il risultato è una struttura organizzativa mastodontica ed ingessata dalle strutture afferenti alle 3 condirezioni, a loro volta controllate dal dottor Pietro Ciucci; nei fatti, l’organizzazione aziendale che si è creata all’interno di ANAS SpA ha permesso al dottor Ciucci di aumentare nel tempo il proprio trattamento economico e di percepire laute indennità e liquidazioni“.

Nel suo articolo dello scorso 3 agosto, Daniele Martini aveva denunciato lo stesso quadro. “L’Anas non è un’azienda per giovani. Comandano gli anziani, preferibilmente pensionati. A cominciare dal presidente, Pietro Ciucci, che zitto zitto se ne è andato in pensione un anno fa. Esattamente a settembre 2013, subito dopo aver ottenuto dal governo la riconferma alla guida dell’azienda pubblica delle strade”.

Così ora Ciucci a fine mese riscuote due volte: come presidente, incarico che ha gelosamente conservato, ovviamente, e come pensionato. Quanto riscuote? Di certo non poco. Fino a non molto tempo fa gli davano circa 750 mila euro l’anno, poi lui stesso si era decurtato l’assegno, facendo il primo della classe tra i dirigenti pubblici e vantandosi molto nelle interviste ai giornali di questa sua scelta tanto inusuale quanto popolare. Stando bene attento, però, a non far sapere in giro che nel frattempo aveva portato a casa una seconda entrata. Un rinforzo previdenziale sostanzioso considerando che Ciucci aveva 44 anni di lavoro alle spalle, molti dei quali da dirigente, in particolare all’Iri dove fu il cocco di Romano Prodi e divenne direttore generale”.

Non ci si deve stupire allora se Filippi ha presentato lo scorso 2 ottobre un’interpellanza parlamentare. D’altronde, come ha messo in evidenza il senatore, la stessa Anas SpA, “nel rispetto della direttiva del ministero dell’Economia e delle Finanze, ha introdotto nel proprio statuto i nuovi criteri e i requisiti di onorabilità degli amministratori pubblici”.

E nel testo si legge che: “gli amministratori che nel corso del mandato dovessero ricevere la notifica del decreto che dispone il giudizio o di una sentenza di condanna definitiva che accerti la commissione dolosa di un danno erariale, devono darne immediata comunicazione all’organo di amministrazione”, che sarà poi chiamato a deliberare sulla permanenza in carica dell’amministratore incriminato.

A tal proposito, Filippi ricorda che “nel 2013 la Corte dei conti ha condannato il dottor Pietro Ciucci ed i 3 condirettori generali, ingegnere Alfredo Bajo, avvocato Leopoldo Conforti e dottor Stefano Granati, insieme ad altri dirigenti, al risarcimento di un danno erariale per circa 38 milioni di euro in ragione della sottoscrizione di un “accordo bonario”, con relativo riconoscimento di circa 47 milioni di euro, con la società Comeri (Astaldi), contraente generale di un macrolotto di lavori sulla strada statale 106 Jonica in Calabria”. E la stessa Procura regionale ha affermato che dai comportamenti di ANAS “sia derivato un danno alle finanze pubbliche, sotto forma di riconoscimento al contraente generale Comeri di somme non dovute”.

Un altro colpo inferto alla reputazione di ANAS è arrivato lo scorso 10 luglio di quest’anno, con – ha detto il senatore del Pd -la “Agencia de noticias de la Republica del Paraguay – Nova Paraguay” che ha riportato la notizia relativa ad un presunto atto illecito che vi fu nel 2012 tra l’ex Ministro dei lavori pubblici Salyn Buzarquis ed il presidente Ciucci di ANAS international enterprise SpA. “La agente fiscal de la Unidad Especializada en Delitos Economicos y Anticorrupcion, Victoria Acuna” ha formulato un’imputazione contro l’ex Ministro Enrique Salyn Buzarquis Caceres per un contratto diretto con ANAS International dove si stima un presunto pregiudizio di 500.000 dollari per il Ministero pubblico paraguayano ed altri 100.000 dollari per la “Entidad Binacional Yacyreta”.

Come hanno intenzione di procedere i responsabili del Ministero dell’economia e dei Trasporti?

L’attenzione del pubblico italiano verso questioni del genere non è stata mai così alta: in tempi di profonda crisi e di tasse che si abbattono con una ferocia tipica da periodo di austerity e rigore, gli italiani sono stufi di apprendere come, a dispetto dei vari Cottarelli preposti alla spending review e delle varie promesse del governo di frenare la spesa pubblica, i manager pubblici rimangono in qualche modo intoccabili.

Va sottolineato che la gestione finanziaria di ANAS da parte di Pietro Ciucci è stata encomiabile, almeno fino a che si hanno dati a disposizione. Secondo la Corte dei Conti “con il bilancio integrato 2012 Anas ha ottenuto per la prima volta il livello massimo di accreditamento A+ da parte del Global Reporting Initiative a conferma del processo virtuoso di cambiamento delle politiche intraprese da Anas negli ultimi anni”.

Il budget 2012, l’ultimo reso pubblico, ha marcato il quinto anno consecutivo in cui la gestione economico-patrimoniale della società si è chiusa con un risultato positivo, nel caso specifico pari a 2,16 milioni di euro. Rispetto all’esercizio precedente sono cresciuti di 1.646,11 milioni di euro (+9,3%) gli investimenti nella realizzazione di strade e autostrade, ma l’utile è calato (dai 8,203 milioni del 2011).

Un altro lato della medaglia è rappresentato invece dai problemi con il fisco. Si fa riferimento alla multa per danno erariale da 35,5 milioni di euro comminata dalla procura della Corte dei Conti a Ciucci e ai suoi principali dirigenti. Non si è ancora arrivati a sentenza e Linkiesta e Wikispesa parlano di rinvio a giudizio.