Amministrative 2017: M5S, non pervenuto

12 Giugno 2017, di Giovanni Falcone

La recente tornata elettorale in salsa locale, sia pure parziale, sembra aver dato qualche risposta  alla politica, respingendo atteggiamenti demagogici e populistici di Giggino[1] e compagni.

Le urne di oggi ci hanno detto che per cambiare l’Italia non basta solo la protesta, ma occorre un progetto, una visione di futuro, un’assunzione di responsabilità con una classe dirigente all’altezza. Ci hanno detto che il Movimento Cinque Stelle, inaffidabile per definizione, non è all’altezza del compito e l’esperienza romana ha fatto scuola, dove a distanza di un anno dall’insediamento della Giunta di Virginia RAGGI, a parte le chiacchiere, non si vede alcun miglioramento ma esattamente il contrario: malaffare, arresti, incapacità amministrativa anche nella gestione dell’ordinario.

I cittadini romani, sia pure con un leggero ritardo, lo hanno capito bene che al “disastro non c’è mai fine” e che oggi ai penta stellati non affiderebbero la gestione neanche di un “condominio” con ascensore annesso.

Insomma Movimento Cinque Stelle: non pervenuto!

Bene, adesso bisogna insistere a trovare una soluzione tecnica per una nuova legge elettorale, possibilmente consentendo al cittadino di sapere prima dell’appuntamento elettorale il Governo che vota, senza cercare successivamente le alleanze per governare.

Linea politica, trasparenza, progetto chiaro, visione del futuro, determinazione in Europa, concorrenza, immigrazione e abbassamento delle tasse.

Insistere per una nuova Legge elettorale laddove il sistema maggioritario con una soglia di sbarramento più alta, alla tedesca per intenderci, sarebbe una soluzione per fare pulizia di tanta sterpaglia in circolazione e la strada tentata, sia pure momentaneamente fallita rimane una soluzione.

Intanto, godiamoci il momento e avanti tutta per il cambiamento del sistema Paese.

Il processo riformatore deve riprendere, l’Italia ha bisogno di correre, la mera sopravvivenza del  tirare a campare non basta più.

Il popolo del SI, quello del 41% osserva e aspetta, in stand by!

 

[1] Al secolo Luigi DI MAIO, esponente di punta del M5S, detto anche il “bufalino” per la enormità e insensatezza delle sue proposte