America “shock”, economia non crea posti di lavoro

10 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – La ripresa dell’economia statunitense non è abbastanza solida da poter creare posti di lavoro. Chiusura contrastata per Wall Street. Il Dow Jones ha perso lo 0,05% a 16.437,05 punti, il Nasdaq ha invece guadagnato lo 0,44% a 4.174,66 punti. Bene anche l’indice S&P500 che è salito dello 0,23% a 1.842,37. Pesa lo stato di salute più precario del previsto del mercato del lavoro, con il report occupazionale che ha evidenziato la creazione di posti di lavoro più bassa da gennaio 2011.

Wall Street è tenuta a galla dalla speranza che le misure di politica monetaria ultra accomodanti continueranno, vista la fragilità del lavoro. Ma non è detto, dal momento che il tasso di disoccupazione sceso al 6,7% getta dubbi sulle prossime mosse della Federal Reserve. La quota si avvicina al target del 6,5% raggiunto il quale il governatore Ben Bernanke, e Janet Yellen dopo di lui, inizieranno a prendere in considerazione un rialzo dei tassi.

Rimane il fatto che le notizie giunte oggi per la maggiore economia al mondo sono cattive. Nel mese di dicembre gli Stati Uniti hanno creato solo 74 mila posti di lavoro, numero peggiore da ottobre 2011 e inferiore alle attese della vigilia, che erano per una cifra tonda di 200 mila unità.

Anche se il tasso di disoccupazione è sceso al 6,7% dal 7% di novembre, la percentuale su cui sono puntati gli occhi degli investitori è quella della partecipazione alla forza lavoro, scesa a un livello record che non si vedeva dal 1978.

I mercati di conseguenza stornano, perdendo slancio rispetto ai guadagni sostenuti del preborsa, con trader e grandi gestori che hanno accolto freddamente le notizie giunte dal Dipartimento del Lavoro. I titoli di Stato sfruttano il loro carattere di bene rifugio, con il decennale a dieci anni che sale di 16/32 al 2,908%.

Intervenuto ai microfoni di Bloomberg, Mohammed El-Erian, amministratore delegato di Pimco, ha parlato di “report shock”.

La Casa Bianca si è difesa, dicendo che i report occupazionali sono destinati ad essere volatili e citando fattori stagionali come le condizioni meteo difficili nella costa est Usa. L’intesa raggiunta sul budget non è ancora riflessa in questi dati e sarà invece importante per l’anno prossimo.

Secondo il Wall Street Journal il risultato spiazzante del rapporto occupazionale non cambierà i piani della banca centrale americana. “Da solo il report non è sufficiente ad alterare la strategia della Fed”, scrive Jon Hilsenrath sul quotidiano finanziario Usa.

I dati ridimensioneranno l’entusiasmo della Fed circa la ripresa, ma è “difficile che convinceranno i funzionari a cambiare rotta” rispetto al piano annunciato a dicembre che prevede una riduzione graduale del programma di acquisto di Bond e altri strumenti finanziari legati ai mutui.

Le previsioni sulla creazione di nuovi posti di lavoro erano positive. Secondo gli analisti intervistati da Bloomberg, a dicembre sono stati creati +197.000 posti di lavoro, dopo +203.000 di novembre. Se così fosse stato, nel 2013 sarebbero stati creati complessivamente 2,27 milioni di posti di lavoro, al ritmo più alto dal 2005.
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Sul mercato valutario, euro +0,2% a $1,3627; dollaro/yen -0,13% a JPY 104,68; euro/franco svizzero sostanzialmente piatto a CHF 1,2344, euro/yen pure a JPY 142,66.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +1,05% a $92,62, il prezzo dell’oro +0,28% a quota $1.232,90 l’oncia.

Quanto ai Treasuries, i rendimenti del decennale scendono sotto il 2,9%, in forte calo. I tassi sono ancora in rialzo, di 10 punti base nell’ultimo mese e di ben +100 nell’ultimo anno.