Alta tensione Cina-Stati Uniti. Verso escalation guerra commerciale

11 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

Il futuro dell relazioni commerciali fra Cina e Stati Uniti si sta incrinando, e non solo perché l’ascesa di Donald Trump preannuncerebbe un futuro di chiusura all’insegna del protezionismo nei confronti del Dragone. Appena martedì scorso, infatti, gli Stati Uniti hanno sollevato una questione in seno al Wto contro i dazi anti-dumping adottati dalla Cina contro i prodotti avicoli americani; è la dodicesima volta che gli Usa chiamano in causa l’Organizzazione mondiale del commercio per dirimere questioni analoghe con la Cina.

Come sempre fra le lobby americane più agguerrite contro il libero scambio con la Cina c’è quella dell’acciaio: “Questa è guerra, non commercio. La Cina sta mettendo in atto una guerra economica”, diceva la settimana scorsa Lourenco Goncalves, ceo del produttore di minerali di ferro Cliffs Natural Resources, “dobbiamo riconoscerlo e agire di conseguenza”.

Il dipartimento del commercio Usa entro fine mese dovrà pronunciarsi proprio su una richiesta da parte della Us Steel sul blocco le importazioni di acciaio cinese come sanzione in seguito alla violazione di alcune proprietà intellettuali trafugate tramite attacchi informatici. Inoltre, tre nuovi dazi anti-dumping potrebbero innalzare nuove barriere doganali dirette proprio verso l’acciaio cinese.
Come abbiamo ricordato su queste pagine un’altra importante partita per la Cina sarà l’ammissione nel numero delle economie di mercato riconosciute dal Wto: secondo i cinesi il riconoscimento scatterà automaticamente allo scadere dei 15 anni dall’ingresso nell’Organizzazione. Contro questa linea interpretativa del Protocollo, però, si sono schierati proprio gli Stati Uniti che stanno esercitando pressioni anche ad altre istituzioni, come l’Unione Europea, al fine di impedire che questo status venga riconosciuto alla Cina.

In caso contrario, sarà impossibile applicare alcun dazio anti-dumping sulle importazioni di beni cinesi, con notevoli conseguenze sulla concorrenza e sui produttori delle economie sviluppate.

Secondo Gary Hufbauer, esperto di policy del commercio presso il Peterson Institute for International Economics il rischio di “un periodo estremamente ostile” nelle relazioni fra Cina e Stati Uniti potrebbe deteriorare le relazioni fra i due Paesi, “vedo anni acrimoniosi a venire su questa strada”.

Fonte: Financial Times