Allarme Cerved su default aziende, con nuova ondata rischio insolvenza triplicato

27 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Una seconda ondata di contagio da Covid-19, e conseguenti ulteriori misure di contenimento di durata fino a sei mesi, potrebbe mettere il turbo al rischio default per le aziende italiane, facendolo arrivare al 15,5% dall’attuale 4,9%.

E’ lo scenario estremo dipinto da Cerved Rating Agency in un aggiornamento delle proprie previsioni sull’impatto della pandemia sulle aziende italiane, formulate sulla base di un campione di 30.000 imprese.

Si tratta dunque di una scenario nettamente più pessimistico rispetto alla precedente analisi diffusa in febbraio, nella quale si indicava nel caso più drastico, il fallimento di un’azienda italiana su 10.

I settori più a rischio

Secondo lo scenario più pessimistico, i settori con la più alta probabilità di default sarebbero le costruzioni (22%), i servizi di alloggio e ristorazione e le attività di supporto al settore turistico (entrambi al 19%).

Viceversa, quelli più resilienti risulterebbero farmacie, l’industria alimentare e il commercio al dettaglio alimentare, per il quali il rischio default è circa 7-8%.

I rischi più alti sono intravisti per le imprese piccole (dall’11% al 21% per le microimprese) e meno strutturate (28% per le imprese individuali).

Dal punto di vista geografico, la probabilità di default è attesa in forte crescita in tutta la Penisola, con un picco del 18% al Sud in raddoppio dall’attuale 9%.

Perdite fatturato fino a 671 miliardi

Nel tentativo di tracciare i confini della crisi economica generata dall’emergenza Covid-19, gli analisti di Cerved hanno inoltre calcolato che, nel biennio 2020-21, a seconda dei diversi scenari di persistenza della condizione emergenziale, le imprese italiane potrebbero perdere tra i 509 e i 671 miliardi di fatturato.

“In un contesto di forte criticità per tutte le attività del sistema produttivo, gli effetti saranno molto diversificati a livello settoriale, con impatti particolarmente violenti nell’ambito dei trasporti, del cinema e delle strutture ricettive e settori che invece beneficeranno del nuovo scenario come il commercio online e il farmaceutico”.