Allarme banche: crediti deteriorati ai massimi

15 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – A causa della recessione degli ultimi anni e di una serie di fallimenti societari il numero di crediti deteriorati nei bilanci delle banche italiane è continuato ad aumentare.

Secondo i dati dell’Associazione ABI, i non-performing loans si sono attestati a 193,7 miliardi di euro in maggio, 25,1 miliardi in più dell’analogo periodo del 2014. Si tratta del livello più alto dal 1996.

Ora la quota di NPL sul totale dei prestiti garantiti dal sistema bancario italiano rappresenta il 10,1% del totale. Solo Slovenia, Irlanda e Grecia fanno peggio in Europa.

A rimanere sotto pressione per via dei prestiti deteriorati sono in particolare le piccole e medie imprese. Non è una novità in Italia, un paese dove l’unica strada per la sopravvivenza sembra essere il consolidamento.

Ci vorrà del tempo, molto tempo, prima che le banche possano assister a un miglioramento della situazione dei prestiti inesigibili, osserva l’Associazione bancaria.

Da anni le aziende sono costrette a fare i conti con la crisi economica più lunga e pesante dalla Seconda Guerra Mondiale e pertanto spesso non sono in grado di ripagare i debiti contratti con le banche.

Mentre le banche sono soffocate dai prestiti non performanti, il governo deve vedersela con un debito pubblico in costante aumento, come hanno dimostrato i dati pubblicati ieri. Il passivo delle Amministrazioni Pubbliche ha raggiunto una nuova cifra record, lievitando di 23,4 miliardi raggiungendo così quota 2.218,2 miliardi.

(DaC)