Alitalia torna in mano pubblica: vendita rinviata all’autunno

30 Marzo 2018, di Alessandra Caparello

Potrebbe slittare in autunno la vendita di Alitalia. Il ministro dello Sviluppo uscente Carlo Calenda avrebbe sondato M5S e Lega, i due partiti vincitori delle elezioni, concordando uno slittamento a dopo l’estate.

Così scrive oggi Il Messaggero. Il termine del 30 aprile per le vendita era stato dato dal commissario straordinario Luigi Gubitosi ma poi lo stesso ha reso noto che al momento, nonostante le parole, non c’è alcune acquirente per l’ex compagnia di bandiera sull’orlo del fallimento.

Lufthansa, Air France, Cerberus, Easyjet sono i nomi che negli ultimi mesi sono usciti allo scoperto e ognuno di essi ha presentato il suo piano per Alitalia, con chi puntava allo spezzatino come Lufthansa e chi no, come il fondo Cerberus che avrebbe rivelato la compagnia per intero.

Il terzo tentativo di vendita si è arenato e all’epoca Matteo Renzi, Carlo Calenda, Graziano Delrio e Gentiloni hanno evitato la vendita di Alitalia, ma ora la palla avvelenata è in mano a Luigi Di Maio e Matteo Salvini che hanno già fatto sapere di essere contrari alla vendita. Cosa succederà?

Come scrive Il Fatto Quotidiano, Alitalia rimarrà in mano pubblica e lo Stato si accollerà nuovi, enormi costi pubblici.

Intanto fa sentire la sua voce nel dossier Alitalia anche Cassa Depositi e Prestiti che si è detta disponibile ad entrare nella partita Alitalia, ma soltanto dopo che sarà concluso il processo di vendita.

“Se in Alitalia una delle due cordate avesse un piano industriale fattibile e soprattutto sostenibile valuteremmo se portarla nel nostro consiglio di amministrazione o meno (…) Noi siamo disponibili, come nel caso di Ilva, come partner finanziario e assolutamente di minoranza”.

Così il presidente di Cdp, Claudio Costamagna. Per ora certezze non ci sono e si attende il decreto che rinvia la vendita in autunno.