Alitalia potrebbe non sopravvivere ad un altro inverno

3 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Il governo prenda una decisione al più presto su Alitalia. Questo l’appello dei dipendenti dell’ex compagnia di bandiera, preoccupati perché a fine mese scadono cassa integrazione, contratto di lavoro e procedura di vendita.

Una situazione pericolosissima fanno sapere dai sindacati dei piloti e assistenti di volo Anpac, Anpav e Anp e dalla Fnta, la neonata Federazione Nazionale del trasporto aereo emerge la preoccupazione che la società non riesca a sopravvivere ad un altro inverno.

“Se non ci sarà una risposta tranquillizzante entro il 31 ottobre, andremo ad una fase di mobilitazione del personale”.

Così il coordinatore Stefano De Carlo dalle pagine de Il Messaggero. Preannunciando così un autunno caldo. Intanto sul fronte dei conti però sembra che ci sia una seppur debole luce in fondo al tunnel. Il trimestre luglio-settembre chiuderà con un risultato netto positivo per circa 2 milioni, una cifra piccola sì ma che segna un importante inversione di rotta per Alitalia. Il problema però è che non basta.

“Per quanto i risultati estivi siano positivi, comunque l’anno si chiuderà con perdite intorno ai 500 milioni. A gennaio è tutto finito, non ci sono più soldi”.

Così De Carlo che invita il governo a darsi una mossa.  Sulla stessa scia anche Massimo Muccioli, presidente Anpav.

“Ci sono in ballo 12 mila persone (…) il 31 dicembre finisce il contributo al Fondo del trasporto aereo e entro il 15 dicembre va anche restituito il prestito di 900 milioni con interessi”.

L’ipotesi paventata nelle scorse settimane dall’esecutivo e che non trova il no dei sindacati è quella della nazionalizzazione ma sul come e quanto è ancora tutto incerto.