Alitalia: gestione Ethiad sotto indagine per bancarotta fraudolenta

23 Maggio 2018, di Alessandra Caparello

Un buco nel bilancio di oltre 400 milioni di euro: da qui è partita un’inchiesta per bancarotta fraudolenta da parte della Procura di Civitavecchia sulla gestione Ethiad di Alitalia.

I magistrati che indagano da più di un anno ipotizzano una responsabilità in capo agli amministratori designati dalla compagnia emiratina nel buco dei conti. Da qui le perquisizioni di documenti e computer nella sede di Alitalia. Il tutto per ricostruire una serie di operazioni condotte dai manager voluti da Ethiad che avrebbero bruciato solo nei primi due mesi del 2017 più di cento milioni d’euro.

In particolare sono due le operazioni su cui si concentra l’attenzione delle Fiamme Gialle: la cessione di alcuni slot particolarmente pregiati passati dalla compagnia di bandiera ad Ethiad e tutta la partita dei punti millemiglia accumulati dalla compagnia.

Sullo sfondo la vendita dell’ex compagnia di bandiera che ha subito un arresto a seguito degli ultimi sviluppi della politica italiana, mentre la Commissione europea ha aperto un’istruttoria sul prestito ponte concesso dal governo Gentiloni per permettere la prosecuzione dei voli in attesa di un compratore.

A decidere sulla vendita di Alitalia dovrà essere il nuovo esecutivo M5S- Lega che nel contratto non parlano più di cessione ma di potenziamento in chiave nazionale. Ed è ora che i i vertici Fit-Cisl, da sempre contrari all’ipotesi di una cessione di Alitalia hanno rilanciato nel corso di un convegno sull’evoluzione del trasporto aereo una serie di controproposte indirizzate al nuovo governo.

L’idea sarebbe quella di adottare i necessari provvedimenti legislativi affinchè sia possibile l’ingresso dei fondi pensione e non solo nel capitale di Alitalia. I sindacati – come scrive Affaritaliani – chiedono anche di trasformare il prestito ponte da 900 milioni di euro in capitale e di far intervenire Cassa depositi e prestiti.

Anche l’amministratore dei Atlantia, Giovanni Castellucci, ha da parte sua suggerito di coinvolgere il personale prendendo spunto dall’esperienza “di altre compagnie internazionali come United che hanno visto in un momento di difficoltà entrare i piloti nel capitale dell’azienda“.