Alitalia, agenzia viaggi: “biglietti a rischio per possibile bancarotta”

1 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il governo Letta e il presidente Roberto Colaninno possono sgolarsi a rassicurare, a spiegare che l’arrivo delle Poste nel capitale è una brillante mossa tattica per piegare Air France. Ma chi deve comprare i biglietti aerei di Alitalia proprio non si fida. Una email che il Fatto Quotidiano ha potuto leggere, riassume la situazione molto meglio di qualunque cifra di bilancio o rapporto degli analisti.

L’agenzia di viaggi olandese VCK è un colosso di Amsterdam alla quale si appoggia perfino la Commissione europea per molti viaggi. Chi chiede a VCK di volare da Roma a Bruxelles riceve via email questa avvertenza: “È possibile prenotare, ma visto che Alitalia ha problemi economici siamo costretti ad avvertire i nostri passeggeri che se la compagnia aerea Alitalia dovesse andare in bancarotta, VCK non rimborserà nulla della somma versata per la prenotazione”.

Il temerario viaggiatore può chiedere comunque un volo con la sigla AZ, cioè operato dall’Alitalia, e VCK lo prenota. Ma c’è un pizzico di brivido. Se ha letto le cronache finanziarie, il passeggero sa che la situazione è grave ma che la bancarotta della ex compagnia di bandiera non è questione di giorni (o almeno lo spera). Ma un potenziale cliente, magari non italiano, che si è perso i contorcimenti finanziari che hanno assicurato una provvisoria sopravvivenza all’azienda, può spaventarsi e cambiare vettore.

La situazione di Alitalia comunque appare sempre più precaria, i timori dell’agenzia VCK sono fondati nella cronaca. Oggi (ieri per chi legge) si riunisce il consiglio di amministrazione presieduto da Roberto Colaninno in un’atmosfera sempre più cupa, viste le notizie che arrivano da Parigi.

I soci hanno tempo fino al 16 novembre per decidere se aderire all’aumento di capitale da 300 milioni di euro necessario per evitare la bancarotta. Ma l’azionista più importante, cioè Air France che ha il 25 per cento, ancora non ha comunicato la sua scelta.

Secondo le indiscrezioni che circolano sulla stampa finanziaria – da Mf Milano Finanza all’informato La Tribune – il gruppo francese guidato da Alexandre de Juniac ha ormai le idee chiare: per ora non si muoverà, i soldi da Parigi arriveranno soltanto quando sarà sicura di poter comandare con il minimo esborso possibile, magari dopo una ristrutturazione del debito verso le banche (Intesa e Unicredit già si sono esposte con una ulteriore linea di credito da 200 milioni abbinata all’aumento di capitale).

De Juniac spera in un bis del 2008, quando i “salvatori” di Alitalia ricevettero una compagnia libera da indebitamento e pendenze, solo così il manager può giustificare ad azionisti e sindacati che spende soldi all’estero mentre chiede sacrifici in patria. “I progetti di Air France-Klm sono ancora una volta in contrasto con gli interessi del governo e dell’ambiente economico italiano, dove alcuni grandi gruppi chiedono uno sviluppo dei voli a lungo raggio, al contrario del gruppo franco-olandese che preferisce lo staus quo”, scrive La Tribune.

Nell’incertezza, all’estero, preferiscono comprare i biglietti di compagnie più tranquille.

da il Fatto quotidiano del 31 ottobre 2013

La replica di Alitalia.

“Alitalia, in riferimento ad alcune notizie fuorvianti apparse sul Fatto Quotidiano conferma la continuità dei voli e diffida chiunque dal diffondere notizie allarmanti e nocive per la società; Alitalia si rivarrà su chiunque arrechi danno alla società stessa”, ha fatto sapere la compagnia in una nota. Nella quale si sottolinea inoltre “che l’aumento di capitale in corso per 300 milioni di euro è già stato versato per 130 milioni, ed è garantito da Poste italiane e dalle due principale banche del Paese: Intesa Sanpaolo e UniCredit”.

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ROMA (WSI) – Dopo aver sostenuto la ricapitalizzazione di Alitalia, annuncio che, al termine delle operazioni ad essa relative, quando le mie dimissioni verranno formalizzate insieme a quelle di tutto il Cda, non sarò disponibile ad assumere nuovamente incarichi di vertice nella società”. Lo dichiara il presidente Roberto Colaninno.

Nel cda di Alitalia di oggi ”si è parlato di un piano stand-alone”, ha detto uno dei consiglieri della compagnia, Antonio Orsero, al termine del consiglio, durato oltre 6 ore, spiegando che il piano ”è in fase di affinamento” per un’Alitalia ”che ce la farà, non ci sono dubbi”.

I soci di Alitalia che non hanno ancora sottoscritto l’aumento di capitale “stanno valutando con attenzione e disponibilità la propria adesione” all’operazione. Lo si legge in una nota della compagnia al termine del Cda che ha fatto il punto sulla manovra finanziaria da 500 milioni di euro ed “espresso apprezzamento sull’andamento dell’aumento di capitale”.

Alitalia ha chiuso il III trimestre con un risultato netto di 7 mln in calo dall’utile di 27 mln dello stesso periodo del 2012. E’ quanto risulta dai dati approvati oggi dal cda. Il risultato operativo (ebit) nel trimestre è stato di 36 mln dai 50 mln del III trimestre 2012, mentre nei 9 mesi è calato a -162 mln, dai -119 del 2012. Si riduce l’indebitamento finanziario netto gestionale al 30 settembre di Alitalia, che risulta pari a -813 mln rispetto ai -851 mln al 30 giugno. Lo rende noto Alitalia al termine del cda, precisando che di questa voce la quota per l’indebitamento sulla flotta di aerei di proprietà è pari a 575 mln.

AirFrance, no ad aumento senza ok a condizioni – Air France-Klm ha posto ”condizioni molto strette” e ”chiare fin dall’inizio” per aiutare Alitalia, e se non saranno accettate ”non avrà un approccio positivo” alla partecipazione all’aumento di capitale. Lo ha detto l’a.d. Alexandre de Juniac, durante la presentazione agli analisti dei risultati trimestrali.

”Abbiamo sempre detto che siamo un partner leale e serio di Alitalia, il che vuol dire che aiuteremo Alitalia ma a condizioni molto strette”, di natura ”industriale, sociale e finanziaria”, ha spiegato de Juniac.

Le condizioni includono in primo luogo un ”forte piano industriale”, che preveda il mantenimento delle rotte a lungo raggio ma non un ulteriore aumento, come propongono invece alcuni soci industriali italiani. In secondo luogo, il gruppo franco-olandese richiede una revisione dell’applicazione degli ammortizzatori sociali, come ”la cassa integrazione” e gli altri oneri di questa natura che pesano sulla compagnia.

Infine, Air France-Klm chiede ”un rafforzamento della solvibilità” di Alitalia, perché nelle sue attuali condizioni finanziarie, e con il pesante piano di riassetto in corso, ”non si può permettere di aprire troppo il suo portafoglio”, in particolare per quanto riguarda il rimborso dei debiti.

”Le condizioni sono molto chiare fin dall’inizio – ha ribadito de Juniac – se queste condizioni saranno accettate potremo considerare il rafforzamento della nostra partnership, se non lo sono, non andremo avanti. E’ nell’interesse di entrambe le compagnie”. Su questi punti, ha precisato sollecitato da un’ulteriore domanda, ”non siamo in trattativa con Alitalia, noi siamo parte della vita di Alitalia come azionista, il principale azionista tra l’altro”.

Ma ”se le condizioni saranno accettate, avremo un approccio positivo alla partecipazione” all’aumento di capitale da 300 milioni di euro ”se non lo saranno non avremo un approccio positivo”. (ANSA)