Alitalia: accordo con l’Ue. ITA decolla ma a precise condizioni

27 Maggio 2021, di Alessandra Caparello

Accordo di massima tra il governo italiano e la Commissione Europea sul dossier Alitalia. L’intesa è stata raggiunta mercoledì sera dopo una riunione a Bruxelles tra la vicepresidente della Commissione Margrethe Vestager, che ha delega sulla concorrenza, e il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, con la presenza in videoconferenza del ministro dell’Economia Daniele Franco, l’accordo porterà alla dismissione definitiva di Alitalia, per far decollare Ita.

Alitalia- ITA: in arrivo l’accordo con l’Ue

Fulcro dell’accordo è che tra la vecchia compagnia (Alitalia) e la nuova (ITA), ci sia una totale discontinuità economica: ITA dovrà cominciare quasi da zero e ottenere tramite gare pubbliche la gestione dei servizi della vecchia Alitalia, dalla manutenzione, al marchio fino ai servizi a terra, ma significa anche che la newco  non erediterà i debiti dell’ex compagnia di banidera.

Nel dettaglio si prevede che ITA erediti da Alitalia circa 4.500 dipendenti e circa 60 aerei ma tutti gli altri asset di Alitalia, però, saranno messi sul mercato, e per aggiudicarseli ITA dovrà competere in gare pubbliche con altre società potenzialmente interessate. I due asset più importanti sono i servizi aeroportuali (in gergo handling, cioè i servizi come la gestione dei bagagli) e i servizi di manutenzione: finora sono stati controllati da Alitalia, ma nei prossimi mesi saranno venduti a terzi.

Requisito fondamentale per far decollare ITA inoltre è che le attività della nuova compagnia siano sostenibili dal punto di vista economico, e che la newco riesca a stare sul mercato senza bisogno di prestiti e finanziamenti da parte dello stato, come invece è avvenuto finora con Alitalia. Obiettivo, secondo il ministro dell’economia Daniele Franco, è quello di

restituire al paese un vettore nazionale di trasporto aereo capace di assicurare collegamenti interni e al di fuori dei confini nazionali, di garantire lo sviluppo dell’operatività e dell’occupazione operando a condizioni di redditività tali da generare un ritorno economico per l’azionista pubblico”.