Alert Usa: “economia globale sempre più sbilanciata”

10 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Le grandi economie, quelle dell’area euro incluse, sono sempre più squilibrate e devono agire per risolvere il problema prima che sia troppo tardi.

Il Tesoro Usa ha lanciato un appello perché le nazioni industrializzate come Giappone e Eurozona provvedano ad alimentare la domanda e ritrovino un certo equilibrio.

In un report inviato al Congresso con cadenza semestrale, il dipartimento di Economia ha chiesto ai governi del blocco a 19 e a Tokyo di non fare affidamento unicamente sulle politiche monetarie accomodanti per alimentare la crescita.

La Corea del Sud dovrebbe invece ridurre gli interventi nei mercati valutari e lasciare che il won salga di prezzo.

Secondo il Tesoro la ripresa degli Stati Uniti prosegue (rimane ‘intatta’) nonostante il rallentamento della crescita nel primo trimestre del 2015, mentre gli ultimi sviluppi oltreoceano sono “deludenti”.

Le multinazionali e i gruppi esportatori si sono lamentati negli ultimi mesi dell’impatto che il dollaro forte sta avendo sulle loro vendite all’estero, in un periodo in cui la domanda per i beni Usa proveniente da Europa e Giappone è peraltro ancora molto fiacca.

L’attività debole oltreoceano e l’incremento del valore del biglietto verde, ha segnalato la Federal Reserve nelle sue ultime ‘minute’, influenzeranno negativamente le esportazioni nette verso gli Usa “per un po’ di tempo”.

Alcuni paesi fanno troppo affidamento nelle misure di allentamento straordinarie della banca centale per far crescere le proprie economie nazionali, secondo il Tesoro americano. Dovrebbero invece usare lo stimolo monetario e altre riforme per migliorare la propria performance economica.

Nel report gli Stati Uniti citano la Germania, che può contare su un surplus delle partite correnti pari al 7,8% del Pil, e gli altri paesi dell’Eurozona che dovrebbero fare di più per alimentare la domanda interna.

I trattati limitano il surplus delle partite correnti al 6% del Pil, ma Berlino ha sforato tale soglia per diverso tempo. In Germania, paese che fonda la sua forza su una competitività che non ha eguali in Europa, i risparmi ed export sono ampiamente maggiori di investimenti e import.

(DaC)