Alert petrolio: fondo sovrano Norvegia vuole lasciare mercato

16 Novembre 2017, di Daniele Chicca

Per salvaguardare l’economia norvegese, il fondo sovrano nazionale – il più ricco al mondo – vuole abbandonare il mercato petrolifero, azzerando l’esposizione ai gruppi quotati del settore. Il fondo ha paura dell’impatto che un’ulteriore debolezza dei prezzi potrebbe avere sull’economia del paese scandinavo, che già dipende fortemente dagli affari legati all’oro nero.

Perché il piano del fondo sovrano da mille miliardi di dollari, che ha visto raddoppiato il suo valore nei soli ultimi cinque anni, vada in porto servirà l’approvazione del governo e probabilmente anche del parlamento. Nello specifico, il fondo sovrano ha proposto di vendere titoli del settore oil & gas per un valore complessivo pari a 35 miliardi di dollari.

Tra le società quotate che saranno “sacrificate” per proteggere l’economia del maggiore paese produttore di petrolio in Europa occidentale, ci sarebbero Royal Dutch Shell e Exxon Mobil.

Il ragionamento è il seguente: se il ricco fondo sovrano di Oslo non è più esposto ai titoli delle aziende quotate dell’industria petrolifera, la Norvegia sarà meno vulnerabile a un eventuale calo dei prezzi del petrolio.

Il ministero norvegese delle Finanze ha fatto sapere che esaminerà il piano del fondo sovrano e prenderà una decisione non prima dell’autunno dell’anno prossimo. L’indice settoriale del petrolio sul benchmark paneuropeo EuroStoxx 600 ha invertito rotta dopo l’annuncio, e nel primo pomeriggio scivola dello 0,4% (schermi Bloomberg).

Egil Matsen, vice governatore della banca centrale, l’autorità incaricata di gestire il fondo e i suoi investimenti e attività, ha spiegato in un’intervista da Oslo che l’idea è quella di diversificare i stati per il benessere dello Stato”. “Possiamo fare meglio se non includiamo nel fondo il rischio associati al valore del petrolio”.

Anche se il fondo ha sottolineato che il nuovo piano non è legato alle sue previsioni sul futuro del mercato del petrolio e al cambiamento energetico epocale in corso, la decisione metterà senza dubbio ulteriore pressione sui paesi dell’Opec, che fanno già molta fatica a rispondere alle sfide poste dalla crescente domanda di energie rinnovabili. Va ricordato che il maggiore fondo sovrano al mondo per valore di asset in gestione in precedenza si era liberato degli investimenti in titoli legati al carbone.