Alert Bce su banche italiane: problemi irrisolti

4 Luglio 2017, di Livia Liberatore

Bene la risoluzione della crisi delle banche italiane ma la Bce deve darsi ancora da fare. Sabine Lautenschläger supervisor della Banca centrale europea, ha difeso il ruolo della sua istituzione nella gestione della situazione delle banche venete, Popolare Vicenza e Veneto Banca ma ha detto che sono necessari strumenti per difendere meglio i contribuenti dal fallimento delle banche.

Il meccanismo di vigilanza unico della Bce è finito nel mirino perché non è stato capace di dichiarare che i due istituti erano sul punto di fallire fino a fine giugno, nonostante da molto tempo ci fosse preoccupazione per la loro solvibilità. Alcuni credono che l’intervento del sistema europeo di vigilanza bancaria avrebbe portato a potenziali perdite minori per il contribuente italiano: il riferimento è al mancato rispetto del sistema di regolamentazione post crisi finanziaria che aveva lo scopo di impedire che fondi pubblici fossero utilizzati per salvare le banche.

Questo meccanismo era stato istituito nel 2014 per rimediare ad alcune lacune nella supervisione delle banche internazionali emerse appunto durante la crisi finanziaria. Si tratta di un pilastro del progetto di unione bancaria dell’Unione europea, volto a proteggere l’unione monetaria riducendo l’impatto che le banche in difficoltà hanno sugli Stati sovrani. Con l’acquisizione di Banco Popular da parte di Santander il meccanismo ha superato la sua prima prova, ma il salvataggio italiano con fondi pubblici mina questa valutazione positiva. Lo ha detto il mese scorso Daniele Nouy, presidente del meccanismo di vigilanza.

Il prossimo step per l’unione bancaria sarebbe una garanzia paneuropea dei depositi. “Ma la mancanza dell’armonizzazione delle leggi sull’insolvenza bancaria”, nota il think tank Bruegel, “allontana dall’obiettivo e fa sì che il meccanismo di vigilanza non valga per tutti gli Stati”. Uno dei passi che si dovrebbero fare, secondo Lautenschläger, è imporre una moratoria alle banche per lo stop dei prelievi quando l’istituto ha problemi di liquidità.