Al contrario dell’Italia la Spagna si è servita del deficit per crescere

15 Marzo 2017, di Mariangela Tessa

Nella ripresa dalla crisi la Spagna mette ko l’Italia. In un lungo articolo pubblicato sul sito Phastidio, l’autore mette a confronto l’andamento dell’economia spagnola a quella italiana. E ne viene fuori una fotografia impietosa per il nostro sistema economico.

“Partiamo dalla crescita del Pil. Madrid – si legge nell’articolo – ha chiuso il 2016 con una crescita reale del 3,2%, pari a quella del 2015, il biennio che ha segnato la maggiore crescita economica del paese dal 2007. Nel 2016, anche qui per il secondo anno consecutivo, il rapporto tra debito pubblico e Pil del paese iberico è diminuito. Una cosa che al governo italiano, con tutte le sue chiacchiere, distintivo, narrazione e vittimismo, pare proprio non riuscire”.

Passando poi ad analizzare il debito,

” In termini numerici – si spiega – nel 2016 è aumentato in valore assoluto del 3% ma il Pil nominale ha fatto meglio, crescendo del 3,9%. Il rapporto debito-Pil, quindi, è passato dal 99,8% al 98,9%. Nel 2014 era al 100,4%. La buona notizia per gli spagnoli è quindi che, se l’attuale passo di crescita ed il livello di tassi d’interesse dovessero restare su questi livelli, il rapporto d’indebitamento pubblico del paese è destinato a proseguire la propria discesa. E poiché questo rapporto è l’unica cosa che conta, per valutare la sostenibilità del debito, ecco che improvvisamente anche un rapporto deficit-Pil che non torni sotto la fatidica soglia di Maastricht del 3% non è poi così drammatico”.

Discorso diverso per l’Italia:

“pur con un deficit-Pil sotto il 3%, e malgrado una posizione fiscale espansiva, testimoniata dall’aumento del deficit-Pil corretto per la fase del ciclo economico, il nostro avanzo primario non riesce a compensare il fatto che la crescita nominale è inferiore al costo del debito”.

In sostanza, spiega l’autore

l’espansione fiscale spagnola contribuisce a produrre crescita “virtuosa”, cioè una crescita che di fatto “si ripaga” contribuendo a ridurre il rapporto d’indebitamento. L’espansione fiscale italiana fallisce”.

La Spagna, aggiungono:

“sta in realtà compiendo un piccolo miracolo: quello di avere i consumi che contribuiscono in modo vitale alla crescita complessiva pur in presenza di un processo di deleveraging privato, cioè di riduzione del debito privato, sia in rapporto al Pil che (udite, udite) in valore assoluto. A dicembre 2016, infatti, il credito totale erogato dal settore bancario a famiglie ed imprese è stato pari al 114,2% del Pil, con un calo del 3,6% sullo stesso mese del 2015. Siamo all’ottavo anno consecutivo di riduzione del rapporto d’indebitamento privato: al picco del dicembre 2008, questo rapporto era del 167,5%”. 

Specificano:

“Non è che la Spagna sia un paese modello e felice, sia chiaro. Non è in corso alcun miracolo economico ma resta il dato di fondo: il loro deficit è “servito” in qualche modo a puntellare una ripresa robusta, ed a contribuire alla flessione del rapporto debito-Pil”.  

Al contrario:

“La via italiana alla ripresa, qualunque essa sia, al netto della pestilenziale retorica che fa di noi il caso umano d’Europa, è fallita miseramente. Questo e non altro sarà il segno distintivo della legislatura Renzi. Ma l’importante è baloccarsi con l’illusione ottica del “boom” di occupazione italiana. Frutto, in larghissima misura, della legge Fornero”