Ai limiti dell’insider trading. Cosa dice la Bce negli incontri con gli hedge fund?

20 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Martedì 19 maggio, 2015: le borse europee avviano la sessione schizzando verso l’alto e l’euro perde quota. La Bce ha diffuso un comunicato, contenente le dichiarazioni che sono state proferite il giorno prima da Benoit Coeure, membro del Comitato esecutivo della Bce.

Acquisti sui BTP e i bond sovrani; i buy sul Bund sono accompagnati da un crollo dei rendimenti, fino a -12% circa.

Le parole di Coeure diventano il market mover del giorno: la Bce accelererà gli acquisti di asset dell’Eurozona a maggio e giugno, per compensare la scarsa liquidità che caratterizza l’estate. Il programma di quantitative easing, il bazooka monetario lanciato da Mario Draghi, il QE, sarà dunque intensificato. Ovvero: maggiore liquidità arriverà sui mercati. La notizia provoca forti oscillazioni.

Tutto bene? Non proprio. Perchè se i comuni mortali hanno ricevuto la notizia ieri, alcuni gestori di hedge fund l’avevano appresa molte ore prima.

Esattamente lunedì sera, quando Coeure aveva incontrato a Londra i rappresentanti del mondo dell’alta finanza, in una cena al Berkeley Hotel. Tra i presenti all’evento, riporta Bloomberg, funzionari senior di almeno cinque banche centrali. Non solo: la conferenza è stata organizzata da gruppi di ricerca, di cui uno finanziato dall’hedge fund Brevan Howard Asset Management.

Informazioni pilotate o imprecise, talvolta semplicemente informazioni che arrivano in ritardo. Ma quel ritardo può costare molto, sia in termini di mancato accesso a notizie più o meno importanti, sia in quanto ci si rende conto della barriera che esiste tra un “loro” e un “noi”. E il ritardo è sicuramente illecito se volutamente pilotato.

Sui mercati finanziari, di cui la trasparenza viene considerata tanto un pilastro portante, l’esistenza di un gruppo privilegiato di investitori che si muovono nell’ombra, è sempre più lampante.

E non si tratta dell’ennesima teoria cospirazionista tra le tante, visto che dubbi più che giustificati stanno montando nelle ultime ore.

Dubbi, alla fine, che portano in molti a interrogarsi se ci siano stati casi di insider trading, ovvero di “operazioni su strumenti finanziari sulla base di informazionivprivilegiate, prima che esse divengano di pubblico dominio”.
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Indicativo il grafico pubblicato da Maxime Sbaihi, che mette in evidenza la performance dell’euro, sia quando alle 18 di lunedì Coeure ha parlato a porte chiuse, senza che nessun organo di stampa potesse accedere alla stanza ‘segreta’, sia quando alle 9 ora italiana la Bce ha diffuso le sue dichiarazioni.

Mark Gilbert di Bloomberg, non nasconde i suoi sospetti: “Non posso dimostrarvi che ci sia stato qualcuno che, nel corso della conferenza, abbia fatto trading sulla base di quanto il membro della Bce ha annunciato. Ma non è qualcosa un po’ di più di un semplice sospetto? Ecco un altro modo di guardare alla cosa. Se l’euro è stato scambiato a $1,115 nel momento in cui gli investitori hanno digerito l’annuncio sui piani di acquisto di bond della Bce, mentre prima ancora che nessuno al mondo avesse accesso alla notizia valeva $1,135, allora la flessione che si è verificata in modo costante in quelle 14 ore (tra le 18-19, quando Coeure ha parlato a un gruppo ristretto di privilegiati e le 9 del mattino, quando tutti hanno ricevuto la notizia), puzza in modo terribile come un’opportunità, per qualcuno, di fare profitto”.
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E, continua il giornalista, “uso la parola ‘puzza’ deliberatamente. Brevan Howard monitora $27 miliardi, e ha un incredibile successo. E’ anche libera di sponsorizzare ogni evento che sceglie. Ma i banchieri centrali non dovrebbero avere nulla a che fare con il business di scegliere in modo selettivo informazioni capaci di muovere il mercato, in più a porte chiuse, in conferenze che sono sponsorizzate, e a cui partecipano hedge fund. Suggerirei un’indagine”.

Fonti principali:

Bloomberg

Bloomberg

(Lna)