Affollamento di “tende” fuori dal Pd, scissione dietro l’angolo

13 Luglio 2017, di Alberto Battaglia

A settembre si comprenderà si i malumori all’interno del Partito democratico si risolveranno nella seconda scissione nel giro di pochi mesi: lo scrive il Corriere della Sera, citando dirigenti di lungo corso del Pd. Intorno alla creatura che avrebbe dovuto unire le varie anime della sinistra si è creato un “camping” di tende, per usare la metafora coniata da Romano Prodi, di personalità che avrebbero già accarezzato l’idea di salutare la gestione renziana. “Vedo un pericolo serio”, afferma la fonte, “è vero che per il momento lo strappo è stato rinviato” ma “non è scongiurato”. “La mia sensazione è che Matteo lo stia sottovalutando”, ha proseguito il dirigente, “non ha ancora capito che, se ci fosse un’altra scissione, il partito non reggerebbe”.
Ad aspettarsi l’addio di Andrea Orlando, nome cui fa capo la maggiore corrente di opposizione interna al segretario, è data come per inevitabile dal ministro Luca Lotti e dalla sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, riferisce il Corriere. Sarebbe solo una “questione di tempo”.

 

Il vero dubbio è se i vertici del Pd saranno intenzionati a fare il possibile per lenire le ferite già aperte. Secondo i malpancisti, Renzi sarebbe addirittura tentato di rottamare lo stesso Partito democratico per lanciare un’entità più agile e fedele. Ma resta una suggestione se è vero che l’obiettivo del segre