Aereo abbattuto dai turchi: arriva ritorsione Russia

27 Novembre 2015, di Daniele Chicca

MOSCA (WSI) – Per ritorsione contro l’aereo da caccia abbattuto dalla Turchia al confine con la Siria, la Russia ha imposto sanzioni economiche, che prevedono l’aumento dei controlli su prodotti alimentari ed agricoli importati da Istanbul. Diversi tipi di carne e frutta sono già stati rimossi dagli scaffali dopo i test di laboratorio.

È solo una delle gravi conseguenze che “l’incidente”, come lo definisce la Turchia, che sostiene di non aver riconosciuto la nazionalità dell’aereo che si presume abbia violato lo spazio aereo per 17 secondi, potrebbe avere sul piano diplomatico e commerciale di due paesi un tempo grandi amici in affari.

Gli investitori di tutto il mondo stanno monitorando da vicino gli ultimi sviluppi della vicenda, in un momento di tensioni crescenti in Medioriente, anche per via della minaccia dell’ISIS nel cuore d’Europa. La Turchia fa parte della Nato e il fatto che quest’ultima organizzazione, Transatlantica, abbia difeso l’operato del suo stato membro, potrebbe pericolosamente danneggiare i rapporti con Mosca.

Il Cremlino lo ha già detto chiaramente: l’abbattimento dell’aereo SU-24 da parte di un jet da combattimento turco F-16, avvenuto a inizio settimana, rischia di compromettere le relazioni diplomatiche tra Occidente e Russia.

Il presidente Vladimir Putin ha appena accettato di partecipare insieme alla Francia ai bombardamenti concertati contro l’ISIS. Anche la Germania prenderà parte ai raid con l’invio di Tornado in Siria, mentre il Regno Unito attende l’approvazione del Parlamento prima di dare il via agli attacchi aerei contro il gruppo radicale jihadista.

Tra le altre sanzioni imposte da Mosca, la Russia interromperà gli accordi stretti nel settore del turismo. Il ministero deglI Esteri ha pubblicato un avvertimento sul sito ufficiale, in cui si consiglia ai russi di evitare di andare in vacanza in Turchia e che chi si trova nel paese dovrebbe rientrre “a causa delle minacce di terrorismo che persistono nel territorio della Turchia”.

Putin ha accusato il paese ottomano di finanziare i terroristi, come dimostrerebbe anche la crescente islamizzazione della Turchia sotto il governo Erdogan. Oleg Safonov, a capo dell’agenzia federale del turismo, ha sottolineato come la Turchia abbia ricevuto nel complesso ricavi pari a 10 miliardi di dollari l’anno dal turismo proveniente dalla Russia.