Abu Dhabi: “Mancano petrodollari”

2 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Ad Abu Dhabi c’è una penuria di petrodollari. Non è ancora crisi, ma poco ci manca. Il paese sovrano del golfo sta riscontrando infatti un progressivo e preoccupante deterioramento delle condizioni.

Lo riferisce Bloomberg, che cita la banca di Abu Dhabi PJSC, l’istituto di credito numero uno dell’emirato. Da qualche tempo la banca ha iniziato a notare un calo dell’offerta di dollari nel paese, alle prese con l’impatto negativo sulle finanze pubbliche del crollo delle quotazioni del petrolio.

“Le banche degli Emirati Arabi Uniti, dove risiede il sesto ammontare di riserve petrolifere più grande al mondo, devono fare i conti con condizioni in deterioramento. Il calo dei prezzi del petrolio ha portato a una riduzione delle spese pubbliche, un indebolimento della crescita economica e un peggioramento della qualità degli asset”.

“C’è una penuria di dollari”, ha dichiarato ai giornalisti il Ceo della banca di Abu Dhabi, Alex Thursby, aggiungendo che non è ancora crisi, ma si riscontra un irrigidimento delle condizioni. Il settore bancario degli Emirati ha perso 56 miliardi di dirham (una somma equivalente a 15,25 miliardi di dollari) in depositi governativi da settembre 2014. Il dirham è la divisa ufficiale degli EAU.

A metà 2014 i futures sul petrolio Wti valevano 108 dollari al barile, oggi ne valgono poco più di $34.

Petrolio: da 108 dollari in un anno mezzo prezzi Wti scesi a 34 dollari al barile

Mosse saudite si stanno rivelando un flop

Quando ha iniziato gli interventi volti a indebolire il valore del greggio, l’intento di Riyadh era quello di colpire i gruppi americani del petrolio di scisto, difendendo le sue quote di mercato. Ma le cose non sono andate come previsto.

Il deficit di bilancio del regno saudita si è gonfiato, balzando al 16% del Pil, un livello pericoloso e insostenibile. L’obiettivo per quest’anno è fare rientrare il disavanzo dei conti pubblici al 13%, ma sarà difficilmente raggiungibile a meno che i leader sauditi decidano di abbandonare le loro velleità belliche in Yemen, dove sono impegnati in una guerra contro gli insorti antigovernativi sciiti, e/o abbandonare i petrodollari, lasciando che il riyal scambi liberamente sui mercati valutari senza più legami con il dollaro.

In entrambi i casi la crisi dei petrodollari ha creato una penuria della valuta che si sta manifestando ora in tutti gli Emirati Arabi Uniti. Dal 2003 è stato introdotto ufficialmente un tasso di cambio fisso tra il biglietto verde e valuta saudita che a 3,75 riyal per un dollaro.

Fonte: Bloomberg