A Wall Street torna l’orso: Dow -290 punti, crolla petrolio

18 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – All’indomani delle decisioni della Federal Reserve, che ha lasciato invariato il costo del denaro ai minimi storici a cui era stato portato a dicembre 2008, Wall Street chiude i battenti in ribasso e all’insegna della forte volatilità.

Nel finale, il Dow perde l’1,74% a 16.385 punti (-290 punti), l’S&P 500 scende dell’ 1,62% a 1.958 punti mentre il Nasdaq lascia sul terreno l’1,37%%, a 4.827 punti. Sul fronte delle materie prime, crolla il petrolio con il Wti che lascia sul terreno il 4,4% a 44,96 dollari mentre l’oro balza del 1,88% circa a 1.139 punti.

Da un lato pesano i timori, alimentati proprio dalla Banca centrale americana, sull’andamento dell’economia fuori dagli Stati Uniti, dall’altro incide il fatto che oggi arrivano a scadenza una serie di contratti future e opzioni, cosa che alimenta ulteriormente la volatilita’ del mercato.

La Fed ha lasciato però la porta aperta a una stretta modesta della politica monetaria più avanti nell’anno. Gli investitori si stanno ora focalizzando sull’incontro della Fed del 27 e 28 ottobre, per un eventuale aumento dei tassi, che sarebbe il primo dal 2006. Un numero crescente di economisti, inclusi quelli di Morgan Stanley e Barclays, si chiede se la Fed agirà nel 2015.

“Gli investitori si stanno arrovellando nel cercare di capire quanto essere preoccupati per la crescita globale”, commenta Jeremy Zirin, capo delle strategie sull’azionario a Ubs Wealth Management.

“La Fed ha introdotto un ‘quasi’ terzo mandato che riguarda la crescita mondiale, oltre al mercato del lavoro e all’inflazione”, aggiunge.

Tra i titoli in evidenza oggi, perdono terreno le azioni delle banche, che avrebbero beneficiato di un aumento dei rendimenti, con Citigroup, Bank of America, Wells Fargo che segnano nel premarket ribassi tra lo 0,5% e l’1,2%. Adobe Systems cala del 2,9%, il giorno dopo l’annuncio di previsioni di utile più debole delle attese.