A Wall Street torna il pessimismo, aspettando Bernanke

19 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street cede al pessimismo con i listini che chiudono la seduta odierna in rosso. Gli investitori si preparano al peggio in vista del discorso del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, che parlera’ alle 19 (l’una di notte in Italia). Al suono della campanella, il Dow Jones scende dello 0,06% a 15.967 punti, il Nasdaq cede lo 0,43% a 3.932 punti e lo S&P 500 arretra dello 0,20% a 1.788 punti. Il petrolio ha chiuso in rialzo: i future a dicembre hanno aggiunto 31 centesimi, lo 0,3%, a 93,34 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani continuano negativi con rendimenti in aumento al 2,71% per il benchmark decennale e al 3,8% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro avanza a 1,3530 dollari mentre il biglietto verde guadagna terreno sullo yen a 100,22.

Sotto i riflettori odierni la trimestrale della catena americana di prodotti per la casa ed il fai-da-te Home Depot che ha annunciato risultati oltre le attese, complice anche il recupero del mercato immobiliare statunitense, che ne ha stimolato le vendite. Home Depot chiude il trimestre con un utile di 1,35 miliardi di dollari, pari a 95 cents per ogni azione, che risulta di un terzo superiore ai 947 milioni, pari a 63 cents ad azione, dell’anno precedente. Un risultato che supera ampiamente le attese degli analisti. I ricavi sono balzati del 7% a 19,47 miliardi di dollari, attestandosi sopra le stime di consensus di 19,18 miliardi.

La prudenza è alimentata dalle parole di ieri di Carl Icahn. Il finanziere Usa ha messo in guardia il mercato dicendo che una correzione potrebbe essere vicina. L’agenda macro è oggi scarna. A parte il costo del lavoro del terzo trimestre, salito dello 0,4% contro attese per un +0,5%, il focus va sul discorso di Charles Evans, presidente della Federal Reserve di Chicago, e soprattutto del governatore della Fed Ben Bernanke che parlerà all’una di notte italiana. Qualcuno si aspetta un’apertura all’uso di nuovi strumenti della banca centrale americana per mantenere i tassi di interesse ai minimi storici ancora piu’ a lungo. Altri invece non si aspettano granche’: pur avendo ancora da gestire due meeting prima della fine del suo mandato, quelli di dicembre e di gennaio, e’ altamente improbabile che il governatore prenda decisioni determinanti.

Ieri l’indice benchmark si era portato oltre i 1.800 punti per la prima volta. L’uno agosto l’indice benchmark aveva superato per la prima volta la soglia simbolica dei 1.700 punti, il 5 marzo quella dei 1.600. Bisogna tornare al 22 marzo del 2000 per il superamento dei 1.500 punti. Il Nasdaq ieri ha tentato invano di aggrappare i 4.000 punti. Sarebbe stata la prima volta dalla bolla tech di 13 anni fa mentre il Dow Jones per la prima volta è salito sopra i 16.000 punti.

I pensieri dei trader sono sempre più rivolti al Giorno del Ringraziamento dell’ultimo giovedì di novembre, che darà il via ufficiale alla stagione delle festività, un periodo in cui viene testata la voglia e propensione ai consumi degli americani.

Sul fronte societario, Tesla Motor (+2,25%) ignora l’avvio di un’indagine preliminare da parte della National Highway Traffic Safety Administration che potrebbe portare a un massiccio richiamo di modelli. La decisione dell’autorita’ per la sicurezza sulle strade segue una serie di incendi dell’auto elettrica accaduti in seguito a incidenti. La catena di abbigliamento Urban Outfitters cede terreno (l’1,8%) nonostante conti trimestrali che hanno visto utili e ricavi oltre il consensus. Anche Salesforce.com ha centrato le attese degli analisti. Ma il fornitore si servizi di cloud computing ha rilasciato un outlook deludente motivo per cui il titolo cede al Nyse (-5,17%). Microsoft non reagisce (+0,58%) al via libera da parte degli azionisti della finlandese Nokia alla cessione delle attivita’ di telefonia mobile al gruppo americano. Il semaforo verde all’operazione da 7,35 miliardi di dollari era ampiamento atteso.