BdM Banca (ex Pop Bari) fa gola al mercato: chi si contende e perché l’istituto più importante del Sud Italia
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Il futuro di BdM Banca, ex Banca Popolare di Bari, torna a essere un tema caldo per il mercato. Secondo indiscrezioni riportate da Radiocor, l’ipotesi di una nuova cessione dell’istituto non è più soltanto teorica. “Il mercato la vuole, Mediocredito Centrale fa un altro mestiere”, ha commentato una fonte vicina al dossier, lasciando intendere che la banca potrebbe essere riportata sul mercato nel giro dei prossimi mesi.
Dal commissariamento al salvataggio da 1,6 miliardi: la storia della Pop di Bari
La banca pugliese, oggi principale istituto del Mezzogiorno con oltre 200 sportelli, arriva a questa fase dopo un percorso complesso di risanamento avviato nel 2020, quando fu commissariata e successivamente salvata attraverso un’operazione da circa 1,6 miliardi di euro. L’intervento, costruito con il coinvolgimento di Invitalia e della controllata Mediocredito Centrale, oltre al contributo decisivo del Fondo interbancario di tutela dei depositi, ha segnato la fine della gestione della famiglia Jacobini e il ritorno dell’istituto in condizioni di piena operatività, con la trasformazione in società per azioni.
Nel corso degli anni successivi al salvataggio, sotto la guida dell’amministratore delegato Cristiano Carrus, la banca ha completato un percorso di stabilizzazione e rilancio industriale, tornando a generare utili. Nel 2023 l’istituto ha registrato un risultato positivo pari a 31,8 milioni di euro, confermando il miglioramento rispetto alla fase precedente alla crisi e consolidando la propria presenza territoriale soprattutto nel Sud Italia e lungo la dorsale adriatica.
Chi sono le banche interessate
È proprio questa ritrovata solidità, unita alla dimensione della rete commerciale, ad aver riacceso l’interesse del mercato. Tra i potenziali soggetti interessati si sarebbero già mossi Credem, che in passato aveva valutato diverse operazioni di crescita esterna nel settore bancario, e Iccrea Banca, che avrebbe manifestato interesse per un’operazione selettiva limitata a una parte della rete, in particolare circa 200 sportelli distribuiti tra Puglia, Basilicata e Abruzzo.
Secondo fonti finanziarie, però, il dossier non si limiterebbe a questi nomi, perché la combinazione tra dimensione, posizionamento geografico e banca già risanata avrebbe creato un vero e proprio “effetto rarità”, rendendo BdM un’opportunità difficile da replicare nel panorama bancario italiano.
Il percorso verso una possibile dismissione seguirebbe uno schema già adottato in operazioni analoghe, con la nomina di un advisor incaricato di raccogliere inizialmente le manifestazioni di interesse non vincolanti e successivamente le offerte definitive. I tempi ipotizzati indicano un processo articolato nei prossimi mesi, con un possibile closing entro la fine dell’anno, anche se molto dipenderà dalle condizioni di mercato e dai passaggi autorizzativi. Un ruolo centrale nella vicenda è quello di Mediocredito Centrale.
Il ruolo di Mediocredito Centrale
Mediocredito Centrale avrebbe inoltre fissato alcuni criteri chiave per la valutazione delle offerte, in particolare la tutela dell’occupazione e la garanzia di continuità nello sviluppo della banca e del territorio, elementi che potrebbero pesare in modo significativo nella selezione del futuro acquirente. La possibile vendita si inserisce in un contesto più ampio di riassetto del sistema bancario italiano, dove gli istituti di medie dimensioni stanno diventando sempre più oggetto di operazioni di consolidamento.