Mercati

Oro e Bitcoin in ripresa: come la tregua Trump-Iran influenza i mercati

Negli ultimi giorni sia l’oro sia il Bitcoin avevano registrato un calo, in attesa della scadenza della tregua concessa dal presidente Trump a Teheran. Oggi, invece, entrambi gli asset mostrano un deciso recupero, muovendosi in sintonia con il mercato azionario, grazie alla proroga di due settimane annunciata dagli Stati Uniti e alla prospettiva di un accordo sul passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, elementi che hanno temporaneamente ridotto le tensioni geopolitiche.

Oro vicino ai 5.000 dollari tra volatilità e safe haven

L’oro ha vissuto un forte rialzo, avvicinandosi ai massimi delle ultime tre settimane, mentre il dollaro ha mostrato segni di indebolimento. Il prezzo spot dell’oro è salito del 2%, attestandosi a 4.801,35 dollari l’oncia stamani, mentre i futures con consegna a giugno hanno segnato un incremento del 3,1%, arrivando a 4.828,55 dollari l’oncia.

La tregua, annunciata da Trump tramite social media e negoziata dal Pakistan a seguito di interventi diplomatici dell’ultimo minuto, prevede la sospensione delle azioni militari per due settimane e la riapertura sicura dello Stretto di Hormuz, fondamentale per circa il 20% dei flussi globali di petrolio. L’Iran ha dichiarato una disponibilità condizionata a de-escalare, garantendo il passaggio sicuro delle navi, purché le ostilità siano sospese e le imbarcazioni coordinino i loro movimenti con le autorità iraniane.

I mercati hanno reagito immediatamente: i prezzi del petrolio sono crollati di oltre il 15%, gli asset rischiosi hanno registrato un rialzo, mentre il dollaro ha perso terreno, rendendo l’oro più conveniente per chi detiene altre valute. Nonostante la tradizionale funzione di bene rifugio, l’oro nelle settimane precedenti aveva subito pressioni a causa della fiammata dei prezzi del petrolio, che ha alimentato le preoccupazioni sull’inflazione e rafforzato le attese di tassi elevati da parte della Federal Reserve.

Bitcoin rimbalza a 72.700 dollari, crypto in rally

Parallelamente anche il Bitcoin ha registrato un notevole rimbalzo, salendo fino a 72.700 dollari. Secondo TradingView, il prezzo ha raggiunto un massimo di 72.760 dollari, segnando un incremento del 7,4% rispetto al minimo intraday di 67.274 dollari e recuperando così tutte le perdite accumulate negli ultimi 20 giorni. L’ultima volta che la criptovaluta aveva superato i 72.000 dollari risale al 18 marzo.

Il rialzo è stato favorito dall’annuncio della tregua, condizionata alla riapertura sicura dello Stretto di Hormuz, con il mercato che ha reagito immediatamente: nelle ultime 24 ore sono state liquidate posizioni short per oltre 431 milioni di dollari, di cui 214,8 milioni solo su BTC, portando le liquidazioni totali nel mercato delle criptovalute a 610 milioni di dollari. Gli analisti sottolineano che Bitcoin deve superare in modo netto la fascia tra 72.000 e 76.000 dollari per confermare un cambiamento di trend sostenibile.

Petrolio in calo e correlazione tra mercati

Il prezzo del Brent, che nei giorni precedenti aveva oscillato tra 110 e 118 dollari al barile a causa delle tensioni geopolitiche, è sceso fino a un minimo intraday di 92 dollari, mentre il WTI ha toccato i 90 dollari. Questi movimenti evidenziano la stretta correlazione tra sviluppi politici e mercati energetici e finanziari, mostrando come eventi geopolitici possano influenzare simultaneamente asset tradizionali e criptovalute.

La tregua temporanea con l’Iran ha fornito un momento di sollievo ai mercati, con oro e Bitcoin che hanno registrato recuperi significativi e il petrolio che ha corretto le forti tensioni. Tuttavia, gli operatori rimangono cauti, consapevoli che la volatilità rimane elevata e che nuovi sviluppi geopolitici potrebbero influenzare rapidamente l’andamento dei prezzi sia dei metalli preziosi sia delle criptovalute.