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Si chiude con una flessione marcata della redditività l’ultimo trimestre di Berkshire Hathaway sotto la guida di Warren Buffett. Nel quarto trimestre l’utile operativo si è attestato a 10,2 miliardi di dollari, in calo di oltre il 29% rispetto ai 14,56 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Il dato riflette in larga misura la debolezza del business assicurativo, tradizionale motore di redditività del gruppo. Gli utili da sottoscrizione polizze sono crollati del 54% a 1,56 miliardi di dollari (da 3,41 miliardi), mentre i proventi da investimenti assicurativi sono scesi di quasi il 25%, a 3,1 miliardi dai precedenti 4,088 miliardi.
L’addio operativo di Buffett
Il trimestre segna la conclusione del mandato di Buffett come amministratore delegato. L’“Oracolo di Omaha” aveva annunciato lo scorso maggio, in occasione dell’assemblea annuale, il passaggio di testimone. Dal primo gennaio di quest’anno le redini operative sono passate a Greg Abel, già vice presidente e responsabile delle attività non assicurative. Buffett resta presidente del consiglio e primo azionista.
Nella sua prima lettera agli azionisti, Abel ha aperto con un tributo al fondatore, definendolo “un modello molto difficile da seguire” e assicurando continuità nella cultura aziendale fondata su solidità finanziaria, disciplina nell’allocazione del capitale e autonomia delle controllate. “Sono onorato della decisione del consiglio di nominarmi amministratore delegato e succedo umilmente a Warren”, ha scritto il manager canadese.
Buffett, ha sottolineato Abel, “è in ufficio cinque giorni a settimana ed è sempre disponibile ad aiutare”, segno di una transizione graduale e senza strappi.
L’effetto svalutazioni sui conti
Se si guarda all’utile complessivo – che include le variazioni di valore del portafoglio titoli – il quarto trimestre si è chiuso con 19,2 miliardi di dollari, in lieve calo rispetto ai 19,7 miliardi di un anno prima. Il risultato è stato però condizionato da svalutazioni per 4,5 miliardi legate alle partecipazioni in Kraft Heinz e Occidental Petroleum. I guadagni da investimenti si sono attestati a 13,5 miliardi.
Su base annua, l’utile operativo 2025 è sceso a 44,49 miliardi, dai 47,44 miliardi del 2024. Anche qui il comparto assicurativo ha mostrato un ridimensionamento: 7,26 miliardi di utili da underwriting contro i 9 miliardi dell’anno precedente, mentre i proventi finanziari del settore sono scesi a 12,5 miliardi da 13,6 miliardi.
L’utile complessivo dell’intero esercizio si è contratto a 66,97 miliardi di dollari, rispetto agli 89 miliardi del 2024. La società ha tuttavia ribadito che le oscillazioni trimestrali degli investimenti sono «di norma prive di significato» e possono generare utili per azione fuorvianti per chi non abbia familiarità con le regole contabili.
Niente buyback, cassa ancora record
Buffett ha scelto ancora una volta di non procedere con riacquisti di azioni proprie nel trimestre, nonostante l’andamento laterale dei titoli a fine anno. La liquidità, pur in lieve calo rispetto al record del terzo trimestre (381,6 miliardi), resta imponente a 373,3 miliardi di dollari.
Abel ha definito questa massa di risorse “munizioni” per eventuali acquisizioni di rilievo, ribadendo che eventuali buyback avverranno solo quando il prezzo di mercato sarà inferiore al valore intrinseco stimato. Quanto ai dividendi, la linea resta invariata: Berkshire non ne distribuirà finché non vi sarà la ragionevole certezza che ogni dollaro trattenuto possa generare più di un dollaro di valore di mercato per gli azionisti.
Performance di Borsa e creazione di valore
Nel 2025 le azioni di classe A e B di Berkshire hanno registrato un progresso del 10%, sottoperformando il +16,4% dell’S&P 500. Un dato che non scalfisce, tuttavia, il bilancio di lungo periodo dell’era Buffett.
Dal 1965 a oggi, Berkshire ha conseguito un rendimento medio annuo composto del 19,7%, quasi il doppio rispetto all’indice americano nello stesso arco temporale. L’incremento complessivo supera il 6.000.000%, contro il 46.061% dell’S&P 500 inclusi i dividendi.