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Chiusura in netto rialzo per la Borsa di Tokyo all’indomani delle elezioni parlamentari anticipate che hanno sancito il trionfo del partito della premier conservatrice Sanae Takaichi. L’indice Nikkei ha terminato le contrattazioni con un balzo del 3,88% a 56.363,94 punti, dopo essere arrivato a guadagnare fino al 5% nel corso della seduta e aver superato per la prima volta nella sua storia la soglia dei 57.000 punti. Più contenuto ma comunque solido il rialzo del Topix, che ha chiuso a +2,29% a 3.783,57 punti.
Scommessa su stabilità e stimolo fiscale
A sostenere il listino è stato l’entusiasmo degli investitori per l’esito del voto, che dovrebbe garantire alla coalizione di governo una maggioranza dei due terzi alla Camera bassa. Un risultato che rafforza la stabilità politica e apre la strada a un’accelerazione dell’agenda economica annunciata dalla premier, incentrata su nuove misure di stimolo fiscale, aumento della spesa pubblica e tagli alle imposte, in particolare su beni di largo consumo.
Secondo gli operatori, la prospettiva di un governo forte e di una legislatura senza ostacoli istituzionali ha ridotto il premio per il rischio politico sul mercato giapponese, favorendo acquisti diffusi soprattutto sui titoli ciclici, industriali e tecnologici.
“L’esito delle elezioni ha aumentato la probabilità di un taglio della tassa sui consumi”, ha spiegato all’agenzia Reuters Ryutaro Kono, capo economista per il Giappone di BNP Paribas “La premier ha più volte affermato che la politica fiscale del passato è stata troppo restrittiva. È chiaro che favorisca una revisione dell’attuale impostazione, guidata dal ministero delle Finanze e dagli esperti fiscali all’interno del Pld”.
Secondo altri analisti interpellati da Reuters, il consolidamento del potere di Takaichi potrebbe anche marginalizzare le resistenze dei “falchi fiscali” all’interno del suo stesso partito, facilitando l’adozione di misure espansive nel breve termine. Sul fronte dei tassi, le aspettative di mercato indicano pressioni al ribasso sulle scadenze brevi e rendimenti più stabili, o leggermente più elevati, sulla parte lunga della curva.
Resta però aperta la questione delle risorse. La sospensione dell’imposta sugli alimenti avrebbe un costo stimato in circa 5.000 miliardi di yen l’anno, l’equivalente dell’intero bilancio annuale per l’istruzione. Takaichi ha escluso il ricorso a nuovo debito, ma non ha ancora chiarito quali entrate alternative intenda utilizzare, limitandosi a evocare un confronto parlamentare su welfare e tassazione.
Un prolungarsi dell’incertezza sui finanziamenti rischia di innescare nuove tensioni sul mercato obbligazionario, avvertono gli analisti, in un Paese che ha già il debito pubblico più elevato tra le economie avanzate, pari a circa il doppio del Pil. Un aumento dei rendimenti farebbe crescere il costo del servizio del debito e potrebbe indebolire nuovamente lo yen, con effetti inflattivi sui prezzi delle importazioni.
“Potrebbe essere il mercato l’avversario più difficile per la premier”, ha osservato Shinichi Ichikawa, senior fellow di Pictet Asset Management Japan, in un commento a Reuters. “Ha ottenuto il mandato degli elettori, ma non ancora quello dei mercati. Se i timori sul deterioramento dei conti pubblici provocassero un nuovo indebolimento dello yen, l’aumento dei prezzi alimentari rischierebbe di erodere il consenso”.
Yen in rafforzamento, fiducia sui fondamentali
Per ora, intanto, clima di fiducia si è riflesso anche sul mercato valutario. Lo yen si è rafforzato, attestandosi intorno a 156,9 per dollaro, segnalando un rientro parziale delle pressioni ribassiste sulla valuta nipponica dopo mesi di debolezza. Un movimento letto come risposta alla maggiore credibilità delle politiche fiscali e alla rinnovata attenzione degli investitori internazionali verso gli asset giapponesi.
Il rally di Tokyo si inserisce in una seduta positiva per i mercati globali, con Wall Street che ha aggiornato nuovi massimi storici – il Dow Jones ha chiuso sopra quota 50.000 per la prima volta – e un rimbalzo generalizzato dei titoli tecnologici dopo settimane di volatilità. In questo contesto, il mercato giapponese ha beneficiato anche di un parziale spostamento dei flussi verso aree percepite come più stabili, a fronte delle incertezze che continuano a pesare su Cina e Stati Uniti.