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Donald Trump accelera sulla nomina del prossimo presidente della Federal Reserve. Dopo mesi di indiscrezioni, il presidente Usa ha dichiarato che l’annuncio ufficiale arriverà oggi. L’intervento è arrivato dopo un incontro di governo alla Casa Bianca con Kevin Warsh,ex membro del consiglio della Federal Reserve tra il 2006 e il 2011.
“Sarà qualcuno noto a tutti nel mondo della finanza che avrebbe potuto già ricoprire questo ruolo anni fa”, ha detto Trump ai giornalisti, lasciando intendere una scelta di discontinuità strategica rispetto all’attuale gestione. Questo, secondo la stampa americana, sarebbe un chiaro riferimento a Warsh, che il presidente aveva quasi scelto come presidente della Fed durante il suo primo mandato.
La linea della Casa Bianca: tassi più bassi
Il tema dei tassi di interesse resta il nodo centrale dello scontro tra la Casa Bianca e la Federal Reserve. Trump ha ribadito di voler nominare un presidente della Fed favorevole a una riduzione più rapida e profonda del costo del denaro, giudicato “troppo alto” rispetto alle esigenze dell’economia statunitense e al peso del debito federale.
Un concetto ribadito anche ieri, all’indomani del meeting della Fed, che ha deciso di mantenere invariato il corridoio dei Fed Funds tra il 3,5% e il 3,75%, nonostante le pressioni politiche e dopo una fase di precedenti tagli. Una scelta che ha riacceso le critiche del presidente nei confronti di Jerome Powell, accusato di agire “in ritardo” e di frenare la crescita.
“Stiamo pagando troppi interessi. Il livello dei tassi è troppo alto, in modo inaccettabile”, ha ribadito Trump, tornando ad attaccare apertamente l’attuale presidente della banca centrale per la sua linea giudicata eccessivamente restrittiva.
Lo scontro tra la Casa Bianca e Powell si è ulteriormente inasprito nelle ultime ore, anche attraverso i social media, dove Trump ha accusato il numero uno della Fed di “danneggiare il Paese e la sicurezza nazionale” con il rifiuto di nuovi tagli al costo del denaro.
Warsh torna in primo piano
Kevin Warsh, 55 anni, è tornato al centro del dibattito dopo l’incontro di ieri con Trump. Già considerato per il ruolo durante il primo mandato presidenziale, Warsh era stato allora scartato in favore di Powell, una decisione che Trump ha più volte definito un errore. Come altri candidati, Warsh ha indicato che la Fed avrebbe margini per ridurre i tassi più di quanto fatto finora, una posizione in linea con le richieste dell’amministrazione.
Oltre a Kevin Warsh, la rosa dei candidati comprende Kevin Hassett, direttore del National Economic Council, che Trump ha però lasciato intendere di voler mantenere nel suo attuale ruolo, e Rick Rieder, dirigente di BlackRock con una lunga esperienza sui mercati finanziari.
Tra i nomi figura anche Christopher Waller, attuale governatore della Fed e tra i dissenzienti nell’ultima decisione sui tassi. Tutti condividono, in misura diversa, una visione più accomodante della politica monetaria. La scelta finale rappresenterà un segnale chiave per i mercati sulla direzione futura della Federal Reserve e sul rapporto tra politica e banca centrale negli Stati Uniti.