Mercati

S&P 500 oltre quota 7.000, nuovo record intraday. Ma Wall Street guarda più in alto

Per la prima volta nella sua storia, durante le contrattazioni di ieri, lo S&P 500 a Wall Street ha superato intraday la soglia simbolica dei 7.000 punti, rintracciando nel finale (-0,01% a a 6.978,04 punti). Un traguardo che certifica la forza del mercato azionario statunitense dopo mesi di rialzi quasi ininterrotti, sostenuti da utili resilienti, dal tema dell’intelligenza artificiale e dalle aspettative di un graduale allentamento della politica monetaria.

Il superamento di quota 7.000 resta comunque un passaggio psicologico rilevante e riaccende il dibattito su dove potrà spingersi il benchmark Usa entro fine anno. Le principali case d’investimento, pur con sfumature differenti, continuano a delineare uno scenario nel complesso favorevole per l’equity americano.

UBS: Fed ancora alleata dei mercati e rally più ampio

In questo contesto si inserisce la visione di UBS, che ha ribadito un target di 7.700 punti per lo S&P 500, confermando una visione costruttiva sull’azionario statunitense. Secondo la banca svizzera, l’attesa pausa della Federal Reserve nel ciclo di tagli dei tassi non va interpretata come la fine del processo di allentamento monetario, ma piuttosto come una fase di transizione in un contesto ancora favorevole agli asset rischiosi.

UBS sottolinea come il progressivo raffreddamento del mercato del lavoro e un’inflazione che continua a rimanere sotto controllo possano offrire alla Fed margini per ulteriori interventi espansivi nel corso dei prossimi mesi. In questo scenario, il costo del denaro più basso continuerebbe a sostenere le valutazioni azionarie, migliorare le condizioni finanziarie e incentivare una partecipazione più diffusa al rialzo del mercato, riducendo la concentrazione delle performance su un numero limitato di titoli.

Dal punto di vista settoriale, la banca mantiene una preferenza per il comparto sanitario, nonostante le pressioni di breve termine legate alle recenti decisioni sull’evoluzione delle tariffe Medicare Advantage. UBS ritiene infatti che le caratteristiche difensive del settore e il potenziale di crescita degli utili nel medio-lungo periodo ne preservino l’attrattività in portafoglio.

Accanto alla sanità, resta centrale il contributo della tecnologia. UBS evidenzia come la crescita dei ricavi nel cloud e l’evoluzione dell’intelligenza artificiale verso livelli applicativi a maggiore valore aggiunto possano continuare a fornire un sostegno incrementale agli utili societari, favorendo un allargamento del rally a settori e titoli finora rimasti più indietro.

Nel complesso, la banca vede una combinazione di condizioni monetarie più accomodanti, crescita economica resiliente e ampliamento della partecipazione settoriale come fattori chiave in grado di accompagnare il mercato verso nuovi massimi.

Le stime delle grandi banche

La forchetta delle previsioni resta ampia. Bank of America si conferma la più prudente, con un target a 7.100 punti, che implica un potenziale di rialzo contenuto e riflette attese di crescita più moderate dopo il forte rally. JPMorgan e HSBC collocano entrambe l’obiettivo a 7.500 punti: la prima fa leva su una crescita degli utili stimata tra il 13% e il 15% nei prossimi anni, mentre la seconda punta su un progressivo allargamento del tema dell’intelligenza artificiale oltre il ristretto gruppo delle mega-cap tecnologiche.

RBC alza l’asticella a 7.750 punti, ipotizzando una combinazione di solida crescita degli utili per azione e di un supporto valutativo legato a tassi di interesse più bassi. Morgan Stanley vede lo S&P 500 a 7.800 punti, inserendo l’attuale fase di mercato in uno scenario di “rolling recovery”, in cui diversi settori economici si riprendono in tempi diversi  e in un nuovo ciclo rialzista degli utili. La previsione più ambiziosa arriva da Deutsche Bank, che indica quota 8.000 punti, facendo leva su una crescita degli utili attorno al 14% e su rendimenti complessivi di medio periodo in area mid-teens.