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Il 2025 si è chiuso con segnali incoraggianti per l’industria del risparmio gestito. Secondo i dati preliminari di dicembre, diffusi a gennaio 2026 da Assogestioni, la raccolta netta del mese è stata pari a 8,4 miliardi di euro, dopo la flessione di novembre (-4,5 miliardi). Il totale annuo si attesta a 37,3 miliardi, in aumento rispetto ai 33 miliardi del 2024, mentre il patrimonio complessivo raggiunge 2.628 miliardi di euro.
Gestione collettiva, fondi aperti in ripresa
Le gestioni collettive hanno contribuito con 1,8 miliardi di euro a dicembre, portando la raccolta netta da inizio anno a 20,5 miliardi. L’intero risultato è concentrato nei fondi aperti, che nel mese hanno attratto 1,6 miliardi di euro, a fronte di deflussi per 2,2 miliardi a novembre, con un bilancio annuale positivo di circa 16 miliardi.
All’interno dei fondi aperti, i fondi obbligazionari si confermano i principali protagonisti, con 2,06 miliardi raccolti a dicembre (291 milioni a novembre) e 22,7 miliardi dall’inizio dell’anno.
Anche i fondi azionari segnano un rimbalzo, con 1,05 miliardi raccolti a dicembre rispetto a -351 milioni del mese precedente, pur mantenendo un bilancio annuale negativo di 2 miliardi. In calo, invece, i flussi verso i fondi flessibili (-587 milioni a dicembre, -5,6 miliardi da inizio anno) e i fondi monetari (-953 milioni nel mese, +5,5 miliardi dall’inizio dell’anno).
Gestione di portafoglio, trainano gli istituzionali
Le gestioni di portafoglio hanno registrato 6,6 miliardi di euro di raccolta netta a dicembre, con un saldo annuo di 16,8 miliardi. Il risultato è in larga parte dovuto alle gestioni istituzionali, che hanno attirato 6,07 miliardi nel solo mese e registrano un bilancio annuale positivo di 9,8 miliardi, in netto recupero rispetto ai -1,4 miliardi di novembre. Le gestioni retail hanno contribuito con 522 milioni a dicembre, portando il totale annuo a 7 miliardi.