Fonte: Excellence
L’Intelligenza Artificiale non è soltanto sinonimo di efficienza: sta diventando sempre più una leva concreta di crescita per l’intero settore finanziario. Secondo una recente ricerca di Excellence Consulting, nei prossimi cinque anni le principali reti italiane di consulenza finanziaria — tra cui Fideuram ISPB, Banca Mediolanum, Fineco Bank, Banca Generali, Allianz Bank, Azimut, Zurich Bank, Credem, Mediobanca Premier e Widiba — potrebbero generare fino a 100 miliardi di euro di raccolta aggiuntiva grazie all’adozione sistematica di strumenti basati sull’AI.
Lo studio, condotto sulla base dei dati Assoreti (media 2019-2024) e di una survey proprietaria su circa 200 consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, offre una fotografia precisa di come la tecnologia stia già trasformando il lavoro dei professionisti e, di conseguenza, i risultati economici delle reti.
Quanto farà guadagnare l’IA ai consulenti finanziari
Il potenziale di crescita emerso dalla ricerca si inserisce in una tendenza più ampia che coinvolge l’intero sistema bancario italiano. Il rapporto ABI Lab di marzo 2025 ha infatti indicato l’Intelligenza Artificiale come la prima area di investimento tecnologico delle banche italiane, superando persino ambiti strategici come la resilienza operativa e la cybersecurity.
Un dato confermato anche dalla Banca d’Italia, che in un intervento del luglio 2025, basato sulla FinTech Survey 2023-2024, ha rilevato che gli investimenti in AI da parte degli intermediari vigilati si sono quadruplicati, passando da meno dello 0,5% a quasi l’1,5% dei costi operativi. Numeri che testimoniano un cambiamento strutturale e irreversibile nel modo in cui le istituzioni finanziarie italiane stanno affrontando la sfida della digitalizzazione.
Più tempo per i clienti e crescita della raccolta
La ricerca di Excellence Consulting individua due effetti distinti attraverso cui l’AI può generare valore per i consulenti finanziari (CF).
Il primo è l’impatto sul tempo liberato. Secondo la survey, i CF stimano che l’Intelligenza Artificiale riduca in media del 24% le ore dedicate a task operativi. Nel dettaglio, il risparmio di tempo arriva a –31% per le attività di pianificazione, organizzazione del lavoro e gestione del back-office, –26% per l’analisi documentale e la gestione della compliance, e –19% per la ricerca di informazioni.
Questo tempo recuperato, secondo l’ipotesi formulata da Excellence, viene reindirizzato verso la relazione con i clienti, con un incremento stimato del +18% nel tempo dedicato alla gestione e allo sviluppo dei rapporti.
Sulla base delle risposte fornite dal campione di consulenti, lo studio calcola che questo maggiore focus relazionale potrebbe tradursi in circa 8 nuovi clienti all’anno per ciascun CF. In un orizzonte di cinque anni, significa fino a 40 nuovi clienti per consulente, un risultato che da solo avrebbe un impatto significativo sui volumi di raccolta complessiva.
Il secondo effetto riguarda invece lo sviluppo dei clienti già in portafoglio. Solo una minoranza dei consulenti, pari al 15%, ritiene che l’AI non produrrà impatti significativi. La maggioranza, invece, prevede un effetto rilevante: il 39% stima un incremento annuo della raccolta tra il +16% e il +30%, mentre un ulteriore 25% ipotizza un impatto superiore al 30%.
In media, questo si traduce in un’attesa di incremento della raccolta di circa il 30% sul portafoglio già in gestione per ciascun consulente.
Sommando i due effetti — quello derivante dall’acquisizione di nuovi clienti e quello legato alla maggiore produttività sui portafogli esistenti — la proiezione complessiva del gruppo Excellence porta a una stima di circa 100 miliardi di euro di raccolta incrementale nei prossimi cinque anni. Un risultato potenziale enorme, che tuttavia presuppone la capacità delle reti di evolvere il proprio modello di servizio sfruttando appieno le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale.
A commentare i risultati della ricerca è Maurizio Primanni, CEO del Gruppo Excellence:
“Questa ricerca dimostra che l’Intelligenza Artificiale non è solo un fattore di efficienza, ma può rappresentare per le reti di consulenza finanziaria anche un significativo driver di crescita. Quando libera tempo ai consulenti, quel tempo diventa disponibile sia per aumentare il livello di servizio da offrire ai clienti già gestiti, sia per acquisire nuove relazioni cliente.”
Primanni sottolinea inoltre come tutti i principali operatori del mercato italiano si siano già attivati per mettere a disposizione dei propri consulenti nuovi strumenti basati sull’AI, ma avverte che “a fare la differenza sarà anche la disponibilità dei CF di evolvere il loro modo di lavorare, utilizzando efficacemente tali nuovi tool”.